La mamma: “Ti amo Pamy, mi manchi, un giorno ci rincontreremo e sarà per sempre”

Lutto cittadino a Macerata, nel giorno dell’addio a Pamela, la 18 uccisa e stuprata da tre spacciatori nigeriani tre mesi fa.

Il feretro bianco esce dalla chiesa di Ognissanti, di Via Appia Nuova di Roma. Palloncini a forma di cuore, e una folla immensa, lo accolgono. All’interno il corpo straziato della 18enne romana fatta a pezzi con un machete, che adesso riposerà, ma non in pace, non almeno sino a quando i tre imputati, Innocent Osenghale, Desmond Lucky e Awelima verranno condannati con la pena che spetta a chi inganna una ragazza fragile, finita suo malgrado nel giro della droga, e la trascina in casa, per stuprarla e ucciderla.

Mamma Alessandra indossa una maglia rosa, con la foto stampata della figlia, coronata d’argento e la scritta “da qui nessuno ti potrà mai portare via.” Un appello straziante, quello della donna, che, con straordinaria forza d’animo, ha salutato per sempre la figlia al microfono, con parole commoventi, che concludevano “ciao amore mio, mi manchi. Sei sempre con noi.”

Presenti anche i politici Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri, Domenico Gramazio e Stefano Fassina. E l’ambasciatore della Nigeria.