Continuano le tensioni tra Mosca e Londra dopo l’avvelenamento dell’ex spia Sergei Skripal con un agente nervino. La crisi diplomatica ha portato all’espulsione di 23 diplomatici russi dal Regno Unito e ora ben 700 miliardari russi rischiano il visto che permette loro di vivere in Inghilterra.

Tra loro spicca il nome dell’influente oligarca Roman Abramovich, tredicesimo uomo più ricco della Gran Bretagna nonché proprietario del Chelsea. Il proprietario della squadra ha dovuto fare le valigie e non è nemmeno riuscito ad assistere alla partita finale della Coppa di Inghilterra che ha visto il Chelsea trionfare sul Manchester United. Secondo alcuni media l’uomo si trova attualmente in Svizzera.

Un conoscente dell’oligarca ha riferito che il visto non è stato negato ad Abramovich ma i tempi necessari per le pratiche si sono insepigabilmente allungati e con un visto scaduto da più di un mese non poteva continuare a soggiornare a Londra.

Le autorità britanniche voglio fare alcuni controlli ed accertamenti prima di rinnovare il visto e questo temporeggiare ha scatenato un’immediata reazione del Cremlino che si è espresso in proposito nonosrate si tratti della pratica di un privato cittadino. Per Mosca, si tratta di un affronto, un atteggiamento ostile nei confronti dell’impresa russa.

Le autorità britanniche invece hanno preferito non esprimersi sul caso singolo. James Slack, portavoce di Theresa May si è limitato a dire una legge del 2014 impone di “rifiutare richieste laddove vi siano ragionevoli indizi per credere che i finanziamenti siano stato ottenuti illegalemente”.

Una mossa questa che potrebbe avere delle ripercussioni non solo democratiche ma anche economiche: i ricchi imprenditori russi costrituiscono un ambiente importante per il panorama finanziario londinese.

Lo staff di Abramovich non ha commentato l’accaduto. Intanto l’uomo ha dovuto abbandonare la sua villa, vicina a quella dei principi William e Harry.