Ci sono sviluppi sempre più inquietanti nella storia della morte del giornalista e dissidente saudita Jamal Khashoggi, scomparso dal consolato del suo paese in Instanbul lo scorso 2 ottobre.
Sky news ha detto che delle fonti anonime hanno riferito che alcune parti del cadavere sono stati ritrovate. Il corpo del giornalista sarebbe gravemente mutilato, fatto a pezzi e col volto sfigurato. Secondo gli stessi informatori alcuni resti sarebbero stati trovati nella casa del console ma si tratta di una notizia non ufficiale.
L’omicidio di Khashoggi ha causato scalpore e dibattito in tutto il mondo. Ieri, per la prima volta dall’accaduto, il presidente turco Erdogan si è espresso sulla questione durante un discorso tenuto in parlamento. Il suo discorso era molto atteso: la Turchia aveva dichiarato, anche se non ufficialmente, di avere delle prove audio e video del sanguinoso omicidio del dissidente.
Tuttavia Erdogan non ha parlato delle suddette registrazioni e alcuni media hanno affermato che non ha rivelato tutto quello che sa. Il presidente turco ha definito l’omicidio raccapricciante e politico e ha espresso la sua fiducia nel re saudita Salman mentre non ha menzionato il potente principe Mohammad bin Salman, che si ritiene coinvolto nella vicenda.
Erdogan ha inoltre rivelato che tre persone partite da Riyadh sarebbero atterrate in Turchia il 1° di ottobre e avrebbero perlustrato i boschi nei pressi della capitale per cercare un luogo adatto per nascondere i resti di Khashoggi.
Il discorso del presidente turco ha dato anche certezze sul fronte dell’inchiesta: nonostante l’omicidio sia avvenuto all’interno del consolato che sarebbe territorio saudita, le indagini non possono comunque essere bloccate dall’immunità.
Per l’Arabia Saudita, che ha da poco fornito una propria versione dei fatti ritenuta poco convincente, si tratta di un momento complesso. Il forum economico che si terrà nella capitale saudita questo mese è già orfano di molti ospiti importanti che hanno deciso di non andarci dopo lo scandalo. Tra di loro molte società e leader occidentali.
Il presidente degli Stati Uniti Donal Trump ha definito la gestione della questione da parte dell’Arabia Saudita un “totale fiasco”. Ha detto che gli piacerebbe che il principe non fosse coinvolto nella vicenda e non ha nascosto che non intende mettere l’omicidio e la poco credibile versione saudita di fronte agli affari. Gli arabi dovrebbero comprare dagli USA armi per 110 miliardi di dollari, un affare enorme a cui Trump non intende rinunciare: “È il più grande ordine della storia. Cancellarlo danneggerebbe più noi che loro. E tutto quello che faranno sarà andare dai russi o dai cinesi. Detto questo qualcosa succederà”.