Monsey, 50 km da New York. Nella notte di ieri, 28 dicembre 2019, è accaduto quello che il premier dello Stato di Israele ha definito “un grave attacco antisemita”, durante la settima giornata per le celebrazioni di Chanukkah, la celebre festività ebraica.

Il responsabile è un afroamericano, arrestato dopo un tentativo di fuga. Cinque i feriti, tutti della famiglia del Rabbino, due dei quali ricoverati gravi all’ospedale.  L’aggressore è penetrato nottetempo nell’abitazione di Chaim Rottenberg, rabbino di una popolazione che a Monsey è ebraica per il 31 %, aveva il viso coperto da una sciarpa e teneva un machete tra le mani; a una persona è stato amputato un dito, un’altra è rimasta ferita in pieno petto (ed è quella ricoverata in condizioni più gravi) altri se la sarebbero cavata.

L’Orthodox Jewish Public Affairs Council ha dovuto precisare che l’attacco non era a una sinagoga, come inizialmente si era pensato, bensì a un’abitazione privata. Il Tycoon Donald Trump si è animosamente speso per attuare una task force in difesa degli ebrei americani.

E’ comprensibile come la causa stia a cuore al presidente, essendo egli suocero di un ebreo, suo sottosegretario (e padre di un’ebrea convertita, anche se quest’ultima “eccezione” non sarebbe prevista dalla legge ebraica, in quanto dovrebbe dirsi ebreo solo un nato da madre ebrea).