L’ing. Dario Kessel, imprenditore, proprietario ed esperto di aviazione, ha preso carta e penna e ha scritto al municipio di Lugano.
“Ho appreso con tristezza la vostra decisione di chiudere la LASA” esordisce. Poi continua: “come ben sapete sono molto legato alle sorti dell’aeroporto fondato da mio papà e da suoi amici nel 1938”.
“Devo assistere, senza possibilità di intervento (fino ad oggi), al naufragio dell’aeroporto”.
La lettera di Kessel non contiene solo rimpianti, ma anche un concetto e una proposta. Egli scrive infatti: “la soluzione di chiudere la LASA non è opportuna per garantire la continuità dell’aeroporto, infatti la vostra soluzione di traghettare l’aeroporto ai privati con una gestione provvisoria non è adatta in quanto si prevede la costituzione di una nuova ditta che per essere certificata necessità ben più dei 3 mesi previsti dall’UFAC (…)”.
Kessel propone una procedura più efficace e migliore.
- Svuotare la LASA dai debiti e dai crediti, senza liquidarla.
- Le certificazioni già in essere rimarrebbero valide.
- Dotare la società di un nuovo azionariato. Capitale previsto: 5 milioni in 10 quote da 1/2 milione.
- Parte pubblica: 10-15 %
- Il resto fornito dai privati.
- L’ing. Kessel dichiara la sua disponibilità al reperimento dei nuovi azionisti.
Noi non sappiamo quale probabilità abbia questa proposta di essere accolta, e in seguito di essere concretizzata. Sappiamo però che è stata presentata e immaginiamo che sarà valutata con attenzione.
NOTA. Della lettera parla nell’edizione odierna anche il Corriere del Ticino.