Lo storico lancio della navicella Crew Dragon, rimandato a sabato 30 maggio, è riuscito a partire con successo da Cape Canaveral e a portare i due astronauti Bob Behnken e Doug Hurley verso la stazione spaziale internazionale (ISS). Il lancio era stato originariamente programmato per il 27 ma era stato rinviato a causa del maltempo. Ieri tuttavia ogni cosa è andata liscia e alle 21.22 in punto il razzo Falcon 9 ha trasportato la Crew Dragon nello spazio, per poi tornare, 12 minuti dopo, alla piattaforma “Of course I still love you” posizionata nell’oceano Atlantico.

È la prima volta che una compagnia privata trasporta gli uomini nello spazio ma il lancio è storico anche perché dopo anni di dominio russo nel campo dei viaggi spaziali, gli Stati Uniti tornano a lanciare gli astronauti dal proprio territorio.

La Crew Dragon ha girato più volte attorno alla Terra, prima di attraccare alla ISS oggi alle 16.16. Questo perché la navicella ha dovuto alzare la propria orbita per riuscire ad incontrare quella della stazione. Il sistema di attracco è completamente automatizzato ma gli astronauti sono addestrati per poter correggere la traiettoria in caso di bisogno.

“È un momento incredibile per essere alla Nasa” ha commentato il comandante della Crew Dragon Doug Hurley subito dopo aver eseguito l’attracco al modulo Harmony. Ora i due astronauti stanno attendendo il via per poter entrare all’interno della stazione. Ad attenderli il connazionale Christopher J. Cassidy e i due russi Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner.

E a proposito della Russia, l’agenzia spaziale Roscosmos non ha perso l’occasione per congratularsi con i colleghi americani, nonostante la missione di questi giorni segni la fine del monopolio della Soyuz: “Il successo della missione ci fornirà ulteriori opportunità a beneficio dell’intero programma internazionale” ha twittato l’agenzia.

I due astronauti resteranno sulla ISS per un periodo compreso tra uno e quattro mesi, dopo torneranno sulla Terra sempre a bordo della Crew Dragon.