Santa Sofia, Constantinopoli. O, meglio, Istanbul, data la seconda presa di Costantinopoli, questa volta da parte di Erdogan. Il mosaico della Vergine con il bambino è già stato coperto. “Ma non rimosso!” precisano con ridicola magnanimità i sostenitori di Erdogan. Tutto è pronto per l’inaugurazione della moschea nella basilica più grande del mondo della Cristianità, in cui la fonte battesimale fu trasformata, nel 1453, in un lavapiedi.

La preghiera islamica si innalza sul Bosforo: il lamento glorioso dell’islam padrone troneggia dai quattro minareti costruiti attorno a Santa Sofia: Hagia Sofia, Santa Sapienza, non esiste più. Crollata, obliata dal nazionalismo religioso turco: nascosti gli aurei mosaici, coperti da pannelli islamici.

La sfrontatezza di Erdogan è giunta a invitare Papa Francesco all’inaugurazione della moschea di Santa Sofia; il Vaticano, che prima aveva parlato di “profondo dolore” in questo caso non si esprime. In tutto il mondo ortodosso, invece, sono molte le proteste, che non si placano.

A Creta le campane suoneranno a morto

L’arcivescovo di Atene, il venerando Ireonymos
imam turco
festeggiamenti mussulmani
festeggiamenti mussulmani
Santa Sofia “presa” dagli islamici

A Creta oggi, a mezzogiorno, le campane suoneranno a morto in tutti i luoghi sacri dell’isola. Nei santi monasteri ed eremi della chiesa di Creta, verrà eseguita la supplica alla Santissima Theotokos, patrona dell’Isola, per chiedere protezione contro la “decisione offensiva e inaccettabile” di riconversione di Santa Sofia in moschea da parte di Erdogan. Inoltre verranno recitate preghiere straordinarie per “per la Chiesa madre, il trono ecumenico e il patriarca ecumenico Sua Santità Bartolomeo”.

Ad Atene inno alla Madonna per la salvezza della nazione

Ad Atene, Ieronymos arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, presiederà oggi una liturgia nella cattedrale metropolitana di Atene, durante la quale sarà cantato l’inno Akathistos, dedicato alla Vergine Maria (che nella liturgia bizantina è cantato in piedi, il quinto sabato della Quaresima), intonato per “chiedere l’aiuto e il rafforzamento della nostra nazione”. In una dichiarazione rilasciata a un’agenzia di stampa greca, Ana, l’arcivescovo ha dichiarato che “Santa Sofia sta diventando un giocattolo nelle mani di persone che calpestano il diritto internazionale e i diritti umani e suscitano la più oscura forma di intolleranza religiosa per consolidare la loro sovranità.”

Venezia, presidio contro Erdogan dei greci ortodossi

Analoghe manifestazioni di protesta per l’islamizzazione di Santa Sofia si avranno a Venezia, dove la comunità greca ortodossa, giunta nella Laguna in fuga dall’Oriente allor quando Costantinopoli fu presa dai Turchi, chiama a raccolta i greci del Veneto e gli amici a un presidio, in Campo San Bartolomeo, nei pressi del Ponte Rialto, alle ore 18 di questa sera, per protestare contro “la decisione arbitraria, autoritaria e islamista di Erdogan” di “trasformare il museo di Santa Sofia, che fu cattedrale ortodossa per mille anni, in una moschea, come quattrocento anni fa”. Un vero regresso culturale, insomma, calpestante la laicità progressista raggiunta da Ataturk.

“Chiediamo con forza” continua il comunicato dei greci ortodossi di Venezia ”che sia preservato l’uso di Santa Sofia come museo e sia salvaguardato il suo valore come eredità  tra le altre cose, della cultura cristiana greco-romana al patrimonio mondiale dell’umanità. Si tratta di un monumento di grande valore emotivo per i nostri compatrioti e correligionari e un simbolo della Cristianità ortodossa. La nostra comunità, fondata da profughi della caduta di Costantinopoli, non può rimanere in silenzio!”.