L’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) ha gettato luce grazie ad un’approfondita inchiesta su inquietanti operazioni finanziarie che coinvolgono numerose banche, tra cui giganti come JP Morgan, Bank of New York Mellon e Deutsche Bank. L’inchiesta parla di circa 2100 segnalazioni di attività sospette che avrebbero avuto luogo negli anni tra il 1999 e il 2017. Si tratterrebbe di ben duemila miliardi di dollari potenzialmente derivanti da attività criminali come il riciclaggio di denaro.

L’inchiesta sottolinea come i grandi istituti bancari abbiano tratto enormi benefici da clienti discutibili, definiti “attori potenti e pericolosi” provenienti da ben 170 paesi diversi. I contatti incriminati inoltre sarebbero continuati indisturbati anche dopo le pesanti sanzioni americane imposte ai protagonisti della finanza.

L’inchiesta è durata ben 16 mesi e contiene documenti incriminanti originali, noti come FinCEN Files, scovati da Buzzfeed che a sua volta li ha fatti avere all’ICIJ. Il consorzio giornalistico ha poi scavato più a fondo venendo in possesso di altri 17.600 documenti e intervistando centinaia di persone, tra cui vittime ed esperti del settore.

L’inchiesta ha avuto un effetto immediato sulla piazza finanziaria con ribassi notevoli per tutti i big del settore. A Wall Street il titolo di JP Morgan ha visto un calo del 4% nel pre-mercato ma anche banche non coinvolte nell’inchiesta hanno ricevuto il contraccolpo, come l’italiana Unicredit che è arrivata a cedere il 6% e l’olandese ING che ha raggiunto il -10.83%. Disastroso anche il risultato di HSBC e Standard Chartered, entrambe quotate ad Hong Kong e finite ai minimi storici.

“Cerchiamo di lavorare attivamente con le forze dell’ordine su aree prioritarie e, nei casi a rischio più elevato, abbiamo limitato o abbandonato i clienti” ha dichiarato Standard Chartered commentando le accuse di attività illecite. “Presentiamo le segnalazioni quando le circostanze lo giustificano e ciò significa che i nostri sistemi di controllo e monitoraggio funzionano come previsto. […] La realtà è che ci saranno sempre tentativi di riciclare il denaro e di eludere le sanzioni e la responsabilità delle banche è quella di costruire programmi di screening e di monitoraggio efficaci per proteggere il sistema finanziario globale” ha aggiunto.