Il 58enne Antony Blinken sarà nominato dal presidente eletto Joe Biden a una delle posizioni governative di più alto profilo. Uno dei suoi più stretti consiglieri, già vice segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale nell’amministrazione Obama, è stato scelto in un momento in cui si sta progettando di rendere la politica estera come pilastro importante dell’amministrazione Biden.

A differenza di Mike Pompeo, che è rimasto principalmente un politico interno per tutto il suo mandato, Blinken è un vero internazionalista. Se l’amministrazione Trump è stata progettata per sconvolgere i pilastri del governo e dell’ordine globale, quella di Biden sembra ricostruirla con la promessa di riunire alleanze globali.

Nato a New York da genitori ebrei, Blinken si trasferì in giovane età a Parigi dove frequentò le scuole elementari e superiori. Tornato negli USA, conseguì la laurea all’Harvard College specializzandosi alla Columbia Law School. Ha esercitato la professione legale a New York e a Parigi prima di entrare nell’amministrazione Clinton.

Blinken ha sempre avuto una particolare attenzione per i temi dei diritti umani grazie agli insegnamenti del patrigno sopravvissuto all’Olocausto. In un’intervista ad un quotidiano israeliano, Blinken ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione Biden per la sicurezza di Israele affermando che potrebbe rivedere l’accordo sulle armi agli Emirati Arabi Uniti come parte della conservazione dell’esercito israeliano. L’ex ambasciatore israeliano a Washington, Michael Oren, ha salutato la nomina di Blinken con grande soddisfazione. “Congratulazioni a Tony Blinken, grande diplomatico e vero amico di Israele, per la sua nomina a segretario si Stato. Ho avuto l’onore e il piacere di lavorare con lui per anni e so che è uno statista coraggioso e perspicace. Non riesco a pensare a una scelta migliore”, ha dichiarato Oren. “Crede fermamente  che una patria ebraica sicura in Israele sia l’unica migliore garanzia per assicurare che mai più il popolo ebraico sia minacciato di distruzione”, ha aggiunto.

Non pochi rappresentanti internazionali hanno già inviato in anticipo le congratulazioni a Blinken, apprezzando il suo lavoro svolto in precedenza e sperando di continuare in una stretta cooperazione. Biden, ha fatto sapere che il nuovo segretario di Stato è un difensore dell’approfondimento delle alleanze globali e che cercherà di unire i partner internazionali in una nuova competizione con la Cina. La priorità è quella di ristabilire gli USA come alleato fidato pronto a riunirsi agli accordi e alle istituzioni globali che Trump aveva abbandonato, come rientrare nell’accordo sul clima di Parigi, fermare l’uscita degli Stati Uniti dall’OMS e far tornare in vita l’accordo nucleare iraniano.

Blinken su quest’ultimo punto ha chiesto un grande cambiamento nell’approccio con l’Iran. “Offrirò a Teheran un percorso credibile per tornare alla diplomazia. Se l’Iran tornasse a rispettare rigorosamente l’accordo nucleare, gli Stati Uniti tornerebbero all’accordo come punto di partenza per i negoziati successivi”, aveva dichiarato Biden a settembre. Alcuni credono che il nuovo presidente eletto abbia l’autorità di revocare le sanzioni relative al nucleare.

Oltre a Blinken, Biden nominerà Linda Thomas-Greenfield come ambasciatrice alle Nazioni Unite proprio per avere una posizione più prominente sul palcoscenico mondiale. Con la volontà chiara di troncare l’era Trump, Biden ha criticato duramente la sua politica estera durante la campagna elettorale, impegnandosi a riconsiderare patti globali. Afroamericana, Thomas-Greenfield ha lavorato come assistente del segretario di Stato dal 2013 al 2017 per gli affari africani e ricoprirà uno dei posti diplomatici di più alto profilo nel governo.