Ieri, il Senato degli USA ha riconosciuto la costituzionalità del processo di impeachment contro Donald Trump. Prende così avvio il secondo procedimento che coinvolge l’ex presidente, questa volta accusato di aver incoraggiato i suoi sostenitori ad occupare il Congresso lo scorso 6 gennaio. 

I Repubblicani si erano opposti a dichiarare costituzionale il processo contro un presidente che non è più in carica, ma i Democratici hanno invece insistito sul fatto che il procedimento fosse necessario per condannare un certo tipo di comportamento da parte di un capo di stato. 

È iniziato così oggi lo storico processo, in cui per la prima volta un presidente subisce il secondo processo per reati da impeachment nel corso dello stesso mandato. Incitamento all’insurrezione contro le istituzioni democratiche, è questa la pesante accusa che pende sulla testa di Trump, oltre alla 5 vittime che hanno perso la vita (di cui due poliziotti parlamentari che si sono suicidati in seguito ai fatti) e i 200 arresti che sono seguiti alla notte del 6 gennaio. 

Il clima del processo è stato immediatamente segnato da tensioni. I democratici hanno presentato le loro accuse con un video che mostrava il montaggio di alcuni comizi di Trump in cui lui ha apertamente invitato i suoi sostenitori ad andare a protestare al Congresso contro i presunti, e mai dimostrati, brogli elettorali. 

Jamie Raskin, deputato democratico e costituzionalista, ha parlato della storia dell’impeachment e ha duramente condannato quello che ha definito January exception (l’eccezione di gennaio), ovvero il periodo in cui il presidente in uscita può permettersi di commettere fatti gravi ed errori senza subirne le conseguenze.  “Senatori, questo non può essere il futuro dell’America. Non possiamo avere presidenti che incitano la violenza della folla contro il nostro governo e contro le nostre istituzioni perché rifiutano di accettare la volontà del popolo” ha dichiarato Raskin. 

Sia il video che il discorso di Raskin, hanno guadagnato consensi, persino tra alcuni Repubblicani. 

La difesa era rappresentata da due legali poco noti, David Schoen, specializzato in diritti civili e famoso per controversi casi in cui ha difeso il Ku Klux Klan, e Bruce Castor, ex procuratore in Pennsylvania famoso per una mancata incriminazione di Bill Cosby per abusi sessuali. Insieme hanno portato al processo la tesi per cui l’impeachment nei confronti di un presidente non più in carica non sia previsto dalla Costituzione. Sembrerebbe che Trump stesso non sia stato particolarmente soddisfatto della linea di difesa che hanno portato avanti. 

Oltre ai democratici, hanno votato per la costituzionalità del processo anche 6 repubblicani: Susan Collins, Lisa Murkowski, Mitt Romney, Ben Sasse, Pat Toomey e Bill Cassidy. 

A mezzogiorno di oggi, ora di Washington, comincerà il dibattito vero e proprio. Ciascun partito avrà 16 ore a disposizione per proporre le proprie tesi. In tutto i processo potrebbe durare tre settimane. 

Per quanto sia difficile fare previsioni ad oggi, è molto probabile che Trump sarà assolto dalle accuse che gli sono rivolte. Nel caso in cui invece dovesse essere condannato, probabilmente la pena sarebbe l’interdizione dai pubblici uffici.