Il tema in queste settimane è al top dell’interesse. Per questo l’abbiamo scelto. Il PLR è il partito dove le cose più si stanno muovendo. Per questo ce ne occupiamo.

Siamo lieti che il presidente della sezione luganese ci conceda questa intervista. Noi amiamo le interviste (ma non tutti amano farsi intervistare da noi). Abbiamo le nostre idee ma giudichiamo importante che le persone abbiano modo di esprimere le loro. Siamo dei reazionari (perché lo siamo) di un genere alquanto illuminato.

Intervisteremo con piacere un sostenitore del progetto del Municipio, liberale o non liberale. Oppure un liberale e un non liberale. Di tempo ne abbiamo. Tutti i nostri eventi sono stati annullati e i bar sono chiusi.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Nota Bene. Il titolo da noi scelto dev’essere messo in relazione con la dichiarazione del Sindaco (e dell’on. Badaracco, e di altri) secondo la quale o si accetta in toto il piano Municipio-Credit Suisse-HRS o tutto va a gambe all’aria. In particolare non si riuscirebbe a costruire lo Stadio in tempo utile. E questo sarebbe il “niente”.

Pelli e Tognola respingono questa impostazione.

A noi il titolo sembra corretto.

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Avvertenza (G.T.) Premetto che quanto seguirà rappresenta unicamente un mio personalissimo parere, oltre che alcuni spunti di riflessione sui quali potere costruire un processo decisionale non semplicemente ideologico.

Guido Tognola PLR sul Polo sportivo

Francesco De Maria Per lei questa guerriglia sul PSE è una gran fortuna, perché mette il suo partito al centro dell’attenzione!…

Guido Tognola Mi permetta di dissentire: le guerriglie, salvo quelle che hanno come scopo l’abbattere despoti, non sono delle grandi fortune e, personalmente, ritengo che, all’interno del nostro partito, non si sia fatto altro che assumere una posizione di analisi critica ad un progetto che ha subito un colpo d’acceleratore improvviso, mettendo tutti con le spalle al muro.

Inquadriamo il caso. Il PSE è il Polo sportivo o… la lotta per la supremazia nell’elezione comunale?

Lotta per la supremazia? Spero proprio di no, anche se è ovvio a tutti che qualcuno l’ha voluto trasformare nell’argomento di campagna elettorale, quasi in una guerra di religione, e quel “qualcuno” non siamo certamente noi.

È quasi impossibile che il progetto sul tavolo non abbia dei pregi. Li vogliamo elencare?

Il progetto originale, per intenderci, quello che vinse il concorso 11 anni fa, aveva più pregi. Sicuramente, in primis, il dare finalmente un centro, una casa, a tutte, o quasi tutte, le associazioni sportive, in particolare giovanili (già allora, purtroppo, non si era considerato la terza pista del ghiaccio e una piscina, che oggi sappiamo quanto manchino). Inoltre, si inseriva nella politica dei Poli, dando quella profondità spaziale ad una città prevalentemente “schiacciata” sul golfo, oltre che creare un potenziale di insediamento di nuove, ripeto e sottolineo, nuove attività generatrici di nuovi e sottolineo, nuovi, posti di lavoro.

Inoltre, e non da ultimo, la modalità prevista per la prima volta a Lugano di  partenariato pubblico/privato (PPP).

Ora è il turno dei difetti. Ed è il momento di aprire il libro…

Anzitutto più che di PPP oggi dovremmo parlare di “payback period”, trattandosi di semplice prefinanziamento remunerato con dei tassi d’interesse più che interessanti, oltre che avere modificato la destinazione d’uso, da “attrezzature d’interesse pubblico” a “stabili residenziali” (e sicuramente non pigione moderata) dei 4 edifici previsti che genereranno ulteriori utili al privato.

Rispetto al progetto originale, si è dovuto spostare causa l’ampliamento di via Ciani, parte delle attività sportive, in particolare, giovanili, in quel del Maglio, non esattamente “dietro l’angolo”. Ciò che significa di per sé stesso un cambio di paradigma.

Lo spostamento dell’amministrazione dal centro a Cornaredo, soprattutto dopo il dramma della pandemia che stiamo vivendo, è una criticità non indifferente per la sopravvivenza del centro stesso e ritenere che ripopolare il centro sia solo una mera operazione edificatoria non mi trova altrettanto ottimista, non fosse che per l’assenza di una serie di servizi di prossimità, ad esempio le scuole, sempre più richieste e fondamentali per la presa di decisione d’insediamento, soprattutto di famiglie con figli .

La pandemia, inoltre, ha evidenziato ed accelerato quel fenomeno di home working e smart working che era già in atto, facendo sì che la diminuzione in presenza di varie occupazioni ora site nel centro città verranno meno, acutizzando ulteriormente il fenomeno di “svuotamento” del centro stesso, con tutte le conseguenze che ciò rappresenta.

Non da ultimo, va ricordato che il progetto PSE implicherà un aumento del moltiplicatore minimo di 3 punti percentuali per gli ottimisti, di almeno 5 per quelli che si dicono “realisti”. Non poco se consideriamo l’attuale situazione economica e sociale che stiamo vivendo.

I sostenitori del PSE – intendo il progetto sul tavolo – lo giudicano qualcosa di bello e di grande, non un semplice stadio ma un nuovo quartiere. Sono dei poeti?

Siamo tutti poeti, soprattutto quando dal futuro nuovo quartiere di Cornaredo vorremo andare in centro, passando di fronte alle case del 48 e trovando ispirazione in cimitero.

Sarà anche banale, ma molti ragionano così: se affossiamo questa proposta, perderemo anni, lo stadio non si potrà costruire in tempo utile… e il Lugano calcio ne farà le spese. Sta in piedi?

Nessuno si è mai opposto, riconoscendo l’importanza primaria, soprattutto per i nostri giovani, all’esecuzione immediata degli impianti sportivi. È la logica, quasi ricattatoria, del tutto o nulla che rischia di affossare il progetto.

Dicono i critici che le condizioni finanziarie sono svantaggiose. Il Credit Suisse vuole approfittarsi della nostra Città?

Sicuramente non fa un cattivo affare, anzi, e ne ha tutti i diritti.

Io mi arrovello: se il progetto è così sbagliato, come mai il PLR ha votato il cospicuo credito (14 milioni) per la progettazione dell’opera?

Ottima domanda che attesta la volontà del PLR di realizzare gli impianti sportivi e non di affossare progetti. Il contratto di partenariato con i privati però non era ancora conosciuto perché non era ancora stato sottoposto al CC, forse l’ingenuità è stata quella di accettare a “scatola chiusa”. Ricordo, infatti, che il messaggio definitivo con i dettagli (non tutti peraltro) sono arrivati sul tavolo del CC solo a fine anno. Un contratto di 120 pagine e un progetto di questa portata da decidere in soli tre mesi a fronte di oltre dieci anni di discussione, mi pare perlomeno molto pretenzioso.

Parliamo del “centro” (era più alla moda un anno e mezzo fa). Perché mentre il PPD è compatto, il PLR si divide?

La peculiarità e la forza del PLR è sempre stato il coraggio di riconoscere pubblicamente quella dialettica interna, fucina di idee e motore di quel progresso concreto che da sempre ci anima. In merito alla compattezza del PPD, lascio a loro la spiegazione. Ma Le vorrei ricordare una certa lista Movimento Ticino&.Lavoro

Diciamo ora due parole sui Giamburrasca della politica cantonticinese. Gli MPS sono estremamente attivi, ma – più che attivi – direi aggressivi. Si incomincia a notare una certa insofferenza verso di loro. Sono una pedina chiave nello scenario luganese?

Ritengo che le opposizioni, siano esse di destra o sinistra che sia voglia, siano fondamentali per il buon funzionamento delle democrazie liberali, soprattutto a garanzia di quella trasparenza sempre più richiesta dalla cittadinanza. L’MPS pedina chiave? Dipenderà da quanti voti saranno in grado di sottrarre a quella sinistra istituzionale rappresentata dal PS.

Quando Fulvio Pelli le ha detto: mi candido per il Consiglio comunale? Oppure l’ha convinto lei? La sua entrata in scena ha un significato particolare? La sua influenza è ancora grande?

Considero il ritorno di Fulvio Pelli, come il ripensamento di Morena Ferrari Gamba e la presenza di molte altre personalità presenti sulla nostra lista, un atto di responsabilità civile e politica, oltre che di umiltà e coraggio (non dimentichiamo che si è messo in gioco per il Consiglio Comunale).

Personalità come Fulvio Pelli possono essere fondamentali per la promozione e la formazione delle giovani leve presenti sulla nostra lista elettorale e che spero potranno lavorare in Consiglio Comunale in modo propositivo e costruttivo.

Per finire, mettiamola così. Il PSE passa in Consiglio comunali, l’MPS (che mantiene le sue promesse) lancia il referendum e il popolo decide. Non sarebbe una soluzione? Dopo tutto, Pelli ha detto che il NO vincerebbe. E poi… vox populi vox Dei.

Personalmente, e in tempi non sospetti, non ho mai nascosto il mio appoggio a sostegno del principio di referendum obbligatorio in merito ad investimenti/spese pubbliche che superino importi tali da influenzare significativamente l’andamento del moltiplicatore d’imposta comunale, anche perché, oltre a riavvicinare proattivamente il cittadino alla res pubblica, porterebbe sicuramente più trasparenza nel dibattito in generale. D’altronde questo tema è anche sul tavolo del Gran Consiglio.

Va comunque sottolineato che chi veramente ha a cuore lo sport, le associazioni sportive e soprattutto i giovani non dovrebbe rischiare il tutto nel nome di un progetto che sta spostando il suo focus dallo sport ad un piano di urbanizzazione definito. La storia ci racconterà…

Esclusiva di Ticinolive