“Chi sta dalla parte delle donne vota Sì al divieto del burqa. Il burqa è contro le donne.”

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Noi non siamo femministi, anzi siamo vecchi maschilisti reazionari, ma abbiamo simpatia e ammirazione per Tamara Merlo che, con abile intraprendenza, senza disporre di un apparato, ha saputo conquistare due seggi in Gran Consiglio.

Oggi Tamara tenta la sua fortuna nella Città Regina (che soffre di numerosi acciacchi) in una elezione burrascosa e molto competitiva.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria Da quanti anni vive a Lugano? Qual è il suo quartiere?

Tamara Merlo Vivo a Lugano da 53 anni, cioè da sempre. Il mio quartiere è Molino Nuovo: asilo al Ronchetto, elementari alla Gerra.

Lei scende in campo, come si compone la sua squadra? Qual è il suo obiettivo minimo?

Il nostro obiettivo è dimostrare che ci siamo e abbiamo cose da dire: vogliamo partecipare alla vita politica su un piano di parità. Ci piacerebbe invogliare sempre più donne a occuparsi della cosa pubblica, a ogni livello.

Quante sono le consigliere comunali donne, su 60 ? Le bastano?

Diciannove su sessanta non mi bastano: dovrebbero essere una trentina. È come in Gran Consiglio: oggi le donne sono solo un terzo quando dovrebbero essere la metà; ma il problema maggiore è l’esecutivo. Di questo squilibrio sono responsabili i partiti tradizionali.

Lei è la fondatrice e leader di “Più donne”, il suo programma è chiarissimo, lo dice il nome. Quanto si sente vicina ai rossoverdi luganesi?

Il nostro programma è la parità, in ogni ambito. A differenza degli altri partiti, per noi la parità è prioritaria. La vicinanza (o lontananza) con tutte le altre formazioni politiche si misura di volta in volta sui temi.

Le donne di Lugano (saranno circa 35.000) di che cosa hanno bisogno (che non hanno già)?

Parità salariale, posti di lavoro, salari decenti, pari possibilità di carriera, non avere sulle spalle la maggior parte delle cure per la casa e i figli; ma anche sicurezza, protezione dalle molestie sessuali e dalla violenza di genere (inclusa quella da parte dei partner). Per quanto riguarda gli spazi pubblici, noi donne dobbiamo rivendicarli: ancora troppe infrastrutture sono pensate prioritariamente a favore degli uomini. Lo stesso vale per lo spazio nei media.

Lugano è una città leghista e nel 2013 le truppe del Nano hanno conquistato la supremazia. Molti hanno pregiudizi riguardo alla Lega. Lei ne ha?

Per nulla.

Lugano è una città in crisi. Senza voler esagerare, l’economia cittadina si è indebolita, le banche licenziano, i commerci boccheggiano. I luganesi voteranno Tamara se lei saprà indicare loro una via d’uscita dal pantano!

Dalla crisi abbiamo imparato che è fondamentale l’economia di prossimità, che è stata troppo trascurata dalla Lugano degli anni passati. Ci vuole una città più concreta e meno “luccicante”. È fondamentale non pensare che Lugano sia solo il centro, ma ricordarsi dei quartieri e delle loro specificità.

Owen Jones o Artioli o campo di patate o speculazione immobiliare? Le scelte sono (almeno) quattro! La ascolto.

In questo preciso momento non penso proprio che l’aeroporto sia prioritario. Qualunque sarà la soluzione, è importante che prevalga l’interesse pubblico rispetto ai vantaggi privati. Stiamo parlando di un’attività con un forte impatto sul territorio.

Sulla delicata questione del Polo sportivo il PLR sta imbastendo un gioco astuto. Badaracco, unico uscente PLR dopo l’addio (malinconico) del Vicesindaco, è totalmente favorevole. L’antico Pelli (io non oso chiamarlo vecchio perché sono più vecchio di lui) – certo la personalità più autorevole del partito, se non per il suo futuro, per il suo passato – è contrario ed espone con calma le sue ragioni. Io penso che sia in cerca di alleati e che miri a un voto negativo in CC (o al referendum), assestando un brutto colpo alla Lega. Che cosa pensa della mia analisi? E… Fulvio riuscirà nel suo piano?

La sua analisi è molto acuta, io resto più terra terra: il Polo sportivo è un lusso che non ci possiamo permettere, non in questi tempi, non con i costi che causerebbe ogni anno. Bisogna fare il passo secondo la gamba e le priorità sono altre. Lugano è la città che aveva cancellato i corsi di nuoto per i bambini e che aveva chiuso i bagni pubblici per risparmiare qualche franchetto… se ne sono forse dimenticati? Io no.

L’esecutivo cittadino, ahimè, ha una sola donna. Ma si può migliorare. Quali nuove donne secondo lei hanno una concreta possibilità di entrare?

Tutte, ma se devo sceglierne una, allora punto su Sabrina Aldi. Abbiamo lavorato fianco a fianco su diversi temi (abusi sessuali, diritti degli animali,…) e la apprezzo molto.

Il PPD luganese ha fatto una mossa audace (i maligni dicono: disperata, ma io non cambio la parola). Che cosa può dare Lombardi a Lugano e al suo Municipio?

I voti dei tifosi dell’Ambrì Piotta (scherzo!).

Con quale probabilità – da 0% a 100% – la configurazione partitica dell’esecutivo rimarrà 3-2-1-1 (con lo stesso 3!) ?

Non sono una scommettitrice: direi un 50%, cioè o resta così o cambia. In questa situazione ci si aspetterebbe un cambiamento, però la campagna elettorale è molto atipica. Tutto può succedere (o anche niente).

Lei sperava di evitare questa domanda ma io gliela faccio subire. Chi sta dalla parte delle donne vota il divieto del burqa?

Ma no, questa domanda mi piace. Chi sta dalla parte delle donne vota Sì al divieto del burqa. Il burqa è contro le donne.

Perché Natalia Ferrara ha fallito la scalata alla presidenza PLR ?

Non so. Sono dinamiche interne a un partito, anche se è stato un evento molto mediatizzato.

Perché alla direzione RSI non è stata nominata una donna?

Probabilmente perché ci sono ancora troppo poche donne ai piani alti, dentro e fuori dalla RSI, tra cui scegliere una direttrice. Dobbiamo costruire delle “piramidi”, con donne a tutti i livelli aziendali, per avere una donna al vertice.

Qual è il numero corretto di posteggi da concedere alla stazione FFS ? 508 – 400 – 260 – 15 – 0 ?

Devono essercene abbastanza ma non troppi. L’ideale è non portare le auto in centro (e la nostra stazione è su un asse piuttosto trafficato), però al tempo stesso bisogna garantire collegamenti rapidi e frequenti tra i park & ride e la stazione, altrimenti resta più pratico muoversi in auto anziché in treno. Non dimentichiamo che la stazione di Lugano serve un territorio molto discontinuo, sotto il profilo dei mezzi pubblici.

Per finire, mi è venuto un pensiero. Su una lista di “Più Donne” non si potrebbe candidare un uomo?

Non lo escludiamo a priori.

Esclusiva di Ticinolive