Per Benedetta Bianchetti, avvocato e consigliera comunale a Lugano, la politica è una cosa seria. Lo capirete subito leggendo questa intervista. Se cercate una risposta leggera o provocatoria, andate da un’altra parte.

La vita del suo partito non è così facile sulle rive del Ceresio, ma la voglia di battersi c’è e l’obiettivo può essere raggiunto.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Benedetta Bianchetti candidata PPD al Municipio di Lugano
© Ti-Press / Francesca Agosta

Francesco De Maria Perché lei ama la politica? Quali “meccanismi” della politica suscitano maggiormente il suo interesse? E ancora: lei s’impegna in politica per l’ideale?

Benedetta Bianchetti Amo la politica perché ha un fine nobile, che consiste nel mettersi a disposizione della società per il bene comune. I “meccanismi” che suscitano maggiormente il mio interesse sono quelli legati alle diverse attività che nascono dall’adempimento del proprio compito: lo studio approfondito delle tematiche, i rapporti con i Colleghi in seno alle Istituzioni ed il contatto diretto con la gente, che è un grande arricchimento personale. Sicuramente mi impegno in politica per un ideale. Penso che nella vita occorra sempre avere degli ideali, naturalmente poi è necessario applicarli alle situazioni concrete.

Nella sua carica di presidente ad interim della sezione quali difficoltà ha dovuto superare?

Come giustamente ha indicato dall’aprile 2020 al 29 gennaio 2021 ho ricoperto il ruolo di Presidente ad interim della Sezione PPD e GG di Lugano. Alla fine di gennaio, quando sono stata proposta dall’assemblea della Sezione quale candidata al Municipio ed al Consiglio comunale, ho rinunciato per correttezza nei confronti degli altri candidati. L’esperienza di Presidente ad interim è stata fantastica e sono molto onorata che l’Ufficio presidenziale e la Sezione mi abbiamo conferito questo importante compito. Per me è stata un’esperienza molto positiva e sono molto soddisfatta di quanto fatto. La difficoltà principale che abbiamo dovuto superare è stata l’incertezza legata alla pandemia da COVID-19, che ha modificato sostanzialmente il nostro modo di vivere, le priorità dei cittadini ed anche il modo di far politica. Nei mesi in cui ho guidato la Sezione ho quindi voluto porre le basi per organizzare al meglio e per tempo la campagna elettorale che è appena cominciata. Grazie al sostegno della Sezione e dei vari responsabili, del Distretto e del PPD Ticino, che ringrazio per il loro impegno e per la collaborazione, posso affermare che sono molto soddisfatta che sotto la mia guida siamo riusciti a coinvolgere i nostri aderenti in interessanti iniziative compatibili con la situazione legata alla pandemia ed a presentare una lista forte e competitiva per le elezioni comunali di Lugano.

Nel 2020 non c’era Filippo Lombardi, nel 2021 c’è. Quale influsso ha la presenza dell’ex Senatore sulle dinamiche interne della Sezione e sulle prospettive di una conferma del seggio?

Filippo Lombardi è senza dubbio una grande personalità politica, per venti anni Consigliere degli Stati a Berna, impegnato, autorevole e rispettato a livello nazionale ed internazionale. La sua presenza sulla lista del Municipio è quindi un elemento importante nell’ottica della conferma del seggio PPD. A mio parere la nostra Sezione non può che essere grata a Filippo per aver scelto di vivere a Lugano e accettato di far parte della squadra dei candidati al Municipio.

Lugano è una città in crisi (lo dicono tutti). Mi presenti un’idea innovativa per favorire la rinascita di Lugano.

Purtroppo negli ultimi tempi Lugano ha incontrato delle difficoltà. A queste si è aggiunta la pandemia che, come detto, ha modificato sostanzialmente il nostro modo di vivere. A mio parere per rinascere Lugano dovrà puntare su alcuni settori in grado di attirare interesse e promuovere maggiormente lo sviluppo economico. Penso in particolare al mondo accademico, allo sviluppo di nuove tecnologie, alla ricerca biomedica ed alle sinergie che potrebbero nascere in ambito universitario, soprattutto in vista dell’apertura del campus USI/SUPSI di Viganello.

Come si è comportata Lugano (e come si sta comportando) nei mesi cupi della pandemia?

La gestione della pandemia nei primi mesi del 2020 è stata di competenza federale. Poi è stato dato più potere ai Cantoni. Il ruolo delle autorità cittadine è stato quindi abbastanza limitato. Tuttavia posso dire che Lugano si è comportata bene, il Comune ha organizzato diversi servizi per i cittadini e la Città si è dimostrata e si dimostra sensibile nei confronti delle persone che hanno avuto e che hanno ancora bisogno.

L’Ordine dei Medici ha sanzionato il dottor Ostinelli. Ha egli abusato della sua libertà oppure la sua libertà di parola è stata lesa? In breve: Ostinelli o Denti?

Ritengo che in un momento delicato come quello che stiamo vivendo chi appartiene ad un Ordine professionale debba fare molta attenzione quando si esprime in pubblico, soprattutto se le sue affermazioni vengono recepite da tante persone (ad esempio attraverso i social network). La libertà di opinione di ogni persona deve essere garantita, a condizione però che venga espressa nelle corrette modalità e soprattutto che non crei situazioni in grado di potenzialmente nuocere alla popolazione.

Spesso mi trovo a passeggiare per la via Nassa e ultimamente le mie passeggiate sono divenute un po’ tristi. Non è andata, per così dire, “fuori mercato”?

Non penso che Via Nassa sia andata “fuori mercato” ma che si sia adattata ai tempi. Certo vi sono state delle difficoltà non si può negarlo. Inoltre Via Nassa è cambiata. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che negli ultimi anni sono stati effettuati degli interventi per la zona. Penso in particolare all’apertura del LAC, al termine di Via Nassa ed alle numerose manifestazioni che venivano organizzate regolarmente fino all’avvento della pandemia (mercatini, feste d’autunno, esposizioni, ecc.).

Lei comprende il dramma degli esercenti? Approva le chiusure (tuttora in atto) decise dal Consiglio federale per bar e ristoranti?

Ho potuto prendere visione direttamente delle grandi difficoltà che colpiscono la categoria degli esercenti in questo periodo di pandemia. Da diversi anni sono infatti formatrice presso GastroTicino, dove insegno nell’ambito di un corso di diritto per l’ottenimento del diploma cantonale di esercente ed ho quindi un contatto regolare con gli esercenti. Comprendo quindi la loro grave preoccupazione, le difficoltà alle quali sono esposti ed ho molto rispetto per la loro situazione. Il Consiglio federale ha ordinato la chiusura dei ristoranti per questioni sanitarie ed in particolare per prevenire una nuova impennata dei contagi dovuto alle varianti. Gli specialisti in materia affermano che si tratta di un sacrificio necessario per garantire la salute dei cittadini. In generale approvo le chiusure se effettivamente sono inevitabili per garantire la salute dei cittadini ed evitare una ripresa della pandemia. Tuttavia ritengo che, se in seguito alle misure emanate vengono chiesti dei sacrifici enormi a determinate categorie professionali (come ad esempio ai ristoratori) lo Stato abbia il dovere di sostenerli finanziariamente con aiuti concreti e non li debba abbandonare. In tal senso penso che nell’ambito della ristorazione (che al momento è la categoria più colpita rispetto agli altri commerci) occorra procedere con degli aiuti immediati e delle misure di sostegno a favore degli esercenti altrimenti il sacrificio che si chiede loro sarà troppo grande e molti non ce la faranno.

Quali sono i punti di forza dell’USI ? Quali invece (se ci sono) le sue debolezze? Qual è la sua opinione sulla nuova Facoltà di scienze biomediche?

Tra i punti di forza dell’USI vi è sicuramente il fatto che si tratta di un’Università relativamente giovane con diverse facoltà importanti oltre al fatto che tra i Professori vi sono persone di valore riconosciute a livello nazionale ed internazionale. Non vedo invece particolari debolezze.

La mia opinione sulla nuova Facoltà di scienze biomediche è senza dubbio positiva perché ha un fine molto importante: contribuire al problema della penuria di medici formati in Svizzera.

Che cosa pensa dell’architettura del nuovo campus?

Personalmente mi piace.

Il tema di massima attualità in questi giorni è il Polo sportivo e degli eventi. La Lega è granitica, il PPD è compatto ma il PLR tende a dividersi, si manifesta la “linea Pelli”. Come andrà a finire questa vicenda? In un referendum?

Sicuramente ci sarà una votazione in Consiglio comunale. Poi si vedrà …

Altro tema caldissimo: l’aeroporto. Owen-Jones o Artioli? Il municipio ha favorito Artioli? Se dipendesse da lei, che tipo di aeroporto darebbe a Lugano? Risposte possibili: da “nessuno” a “intercontinentale”.

A questo punto del dossier sull’aeroporto non ci sono ancora tutte le informazioni per affermare per quale cordata optare. Il Municipio ha dichiarato di aver scelto due progetti proprio perché vi sono ancora degli importanti aspetti da verificare. Alla luce di quanto dichiarato dal Municipio non ritengo sia stato favorito un progetto. Personalmente ritengo che la Città di Lugano debba ancora avere un aeroporto. Sarebbe interessante disporre di un aeroporto gestito da privati, ma con una valenza pubblica.

Ultima domanda, maliziosa. Le tre donne candidate al Municipio sono alleate (per la causa femminile) o rivali?

La causa femminile è una degli argomenti con cui sono confrontate le candidate. Tra noi non c’è rivalità. Preferisco concludere questa intervista affermando che tutti noi candidati al Municipio per il PPD, GG e Verdi Liberali (donne e uomini) siamo alleati per portare nelle Istituzioni i nostri valori ed i temi che ci stanno a cuore!  

Esclusiva di Ticinolive