“La parola passa al CC e al referendum”

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Ho aspettato abbastanza a lungo le risposte alle domande che avevo fatto a Paolo e a un certo punto ho temuto che non arrivassero. Ma non ero troppo in ansia e mi dicevo: “alla peggio intervisto Fulvio Pelli”.

La situazione pre-elettorale è estremamente tesa in Città. Nessuno può sentirsi al sicuro. Non ci sono partiti e poteri blindati.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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Francesco De Maria La politica è spesso ingrata e traditrice. Lei ha provato e prova un senso di ingiustizia?

Paolo Beltraminelli In politica come nella vita non conta quante volte si cade ma la capacità di rialzarsi. Un po’ di amarezza certamente c’è. Ma per natura sono un combattivo e guardo sempre avanti con immutata passione.

Francesco De Maria intervista Paolo Beltraminelli

Come si vede nei panni di un consigliere comunale luganese 2021 ?

Lugano è la mia città dove sono cresciuto, lavoro e vivo con la mia famiglia. Voglio bene a Lugano che oggi è in difficoltà e ha bisogno di essere rilanciata. Sono pronto a dare il mio contributo come rappresentate diretto dei cittadini, se gli elettori e le elettrici lo vorranno, con più esperienza ma con lo stesso impegno ed entusiasmo.

Perché il PPD è traballante a Lugano?

Il PPD è ancora una forza di riferimento importante in città, ma soffre della polarizzazione Lega e PLR, che si è accentuata da quando il PLR ha perso il sindacato. In questa legislatura la politica PPD è stata molto coerente e anche vincente. Penso all’abbassamento del moltiplicatore d’imposta, quale compensazione all’introduzione della tassa sui rifiuti, ottenuto solo grazie alla tenacia del PPD e del suo capogruppo Michel Tricarico. Oppure alla chiarezza delle posizioni riguardo i contributi LALIA (sulle opere di canalizzazioni) che porteranno nelle casse comunali 110 milioni di franchi, messaggio purtroppo bocciato in CC ma che dovrà essere riproposto a breve, o sul Polo sportivo e degli eventi (PSE). In ambedue i casi i PPD è favorevole senza tentennamenti. Mi auguro che gli elettori apprezzino. Le premesse per un recupero ci sono, lo dimostra la relativa facilità nell’allestire liste di qualità sia per il municipio, sia per il Consiglio comunale con molti giovani e donne, un buon segno. C’è entusiasmo e voglia di far bene.

Mettere Filippo Lombardi in lista è una mossa vincente? Vantaggiosa? Fantasiosa?  Disperata?

La lista PPD per il municipio è molto valida e interessante, non c’è solo Filippo Lombardi! Filippo Lombardi è un politico di razza con competenze e entusiasmo che potranno essere utili alla città e al partito. Ha avuto coraggio a mettersi in gioco. È una mossa che ha creato interesse e movimentato una campagna elettorale per forza di cose piuttosto fiacca a causa del perdurare della pandemia che impedisce de facto di ritrovarsi, che è il sale della campagna! Ha anche contribuito a riportare il PPD al centro dell’attenzione mediatica. È una candidatura che non lascia indifferenti.

Avrebbe occupato volentieri il suo posto?

Sono stato negli esecutivi per 19 anni, 4 in Municipio a Pregassona e 7 a Lugano, poi 8 anni in Consiglio di Stato, Lombardi neppure un giorno (ride). Il periodo trascorso in municipio a Lugano, sull’onda dell’entusiasmo del progetto aggregativo e con la voglia di costruire una nuova città è irripetibile. Ammetto di averci pensato ma ora sono molto contento della scelta di impegnarmi sulla lista del Consiglio Comunale.

L’assenza del Vicesindaco dalla lista PLR quanto la indebolisce? A) molto B) un pochino C) per niente  D) la rafforza.

Michele Bertini sembrava avviato a una brillante carriera politica ma poi qualcosa si è inceppato, era certamente l’astro nascente del PLR non solo a livello comunale. La sua assenza certamente pesa anche perché il PLR si presenta diviso sul tema principale della campagna, il PSE.

Lugano è una città in crisi, lo dicono tutti, lo dico anch’io. Progetti e problemi sono fonte di dure contrapposizioni: Polo sportivo, aeroporto, macello. Potrebbero le difficoltà e la crisi essere addebitate al partito di maggioranza, indebolendolo nell’elezione?

Le difficoltà maggiori per Lugano sono ancora legate alla crisi della piazza finanziaria che è arrivata in modo improvviso, non era stata considerata nel progetto aggregativo e ha molto indebolito la forza della città. Non dimentichiamo che il progetto aggregativo non è ancora a regime e tutti i comuni aggregati avevano una forza finanziaria inferiore a quella della vecchia Lugano. Dopo aver vinto la sfida del LAC (ero in municipio), ora Lugano deve dare prova di essere in grado di promuovere anche progetti importanti malgrado la pandemia. Nei cittadini c’è bisogno di riportare fiducia verso il futuro. Il municipio è diviso su temi centrali e questa elezione è un banco di prova per la tenuta del partito di maggioranza, ma il PLR potrebbe soffrire della divisione al suo interno. Finite le elezioni mi auguro che l’ascia di guerra sia sotterrata e vi sia una maggiore unità d’intenti.

Lei è una vecchia volpe esperta, sentiamo. Perché Fulvio Pelli ha intrapreso questa azione politica, portando metà della sezione PLR a contrastare il Polo sportivo? Quale esito avrà il suo tentativo?

Dopo l’accordo trovato in commissione della Gestione che ha unito PPD, lega e PS, prevedo che settimana prossima il PSE sarà votato dal Consiglio comunale in modo piuttosto confortevole. In questo senso i tentativi di affossare il progetto a questo livello sono destinati a fallire. Il voto sarà paradossalmente una prova per il PLR e gli occhi saranno puntati sui loro SÌ e sui loro No. È una situazione nuova per un partito che era abituato ad essere unito e a governare la città. Se come sembra l’MPS lancerà il referendum, sono curioso di vedere se e in che misura il PLR lo appoggerà. Mi auguro che prevalga l’appoggio al PSE magari con il naso un po’ turato da parte dei critici che nel PLR si sono sempre detti comunque favorevoli al Polo sportivo riservando le critiche agli altri contenuti… ma alla fine occorrerà votare o SÌ o NO non SÌ ma…!

Il progetto del PSE è valido:  A) per lo sport  B) nelle sue implicazioni finanziarie? Può essere definito (per uno specifico aspetto) “speculativo”?

Il progetto del PSE è valido sotto diversi punti di vista, ridà in primo luogo finalmente dignità e suggella il ruolo fondamentale dello sport a Lugano. Quando ero capo dicastero sport coniammo lo slogan “Lugano città dello sport”, fu un successo! Permette inoltre con un progetto di qualità, vi è un buon equilibrio tra aree verdi e costruite, di riqualificare la porta Nord della Città come il LAC riqualificò la porta Ovest del centro storico. Infine dà una risposta alla necessità di ristrutturare gli uffici dell’amministrazione cittadina che oggi sono ospitati in stabili ormai vetusti. Dal lato finanziario è impegnativo ma è un grande valore aggiunto che ridarà smalto alla Città pensando alle prossime generazioni.

Re Giorgio invoca una “pausa di riflessione”. Gli diamo retta?

La domanda è superata dagli eventi, ora la parola passa al consiglio comunale e se del caso al popolo, con la consapevolezza che se ci fermiamo ora le conseguenze per l’offerta sportiva e per migliaia di appassionati saranno gravose e l’FC Lugano, che ora è davvero una signora squadra, perderebbe il posto in Super league, cui prodest?

Badaracco, unico uscente, si è rapidamente “sganciato”. Il partito sosterrà la sua elezione?

Badaracco ha portato avanti con coerenza e senza tentennamenti il progetto del PSE, riuscendo a convincere (anche se per un soffio) la maggioranza dell’assemblea del PLR, un risultato notevole e per nulla scontato.

L’MPS passerà da zero a… quanti consiglieri comunali?

Non è detto che l’opposizione al PSE si traduca in seggi in Consiglio comunale. Credo però che possa ambire ad entrare in CC.

Di che aeroporto abbisogna Lugano? Sono ammesse risposte varianti da “campo di patate” a “hub intercontinentale”.

L’aeroporto di Lugano in prospettiva sarà importantissimo perché poter diversificare la mobilità è la carta vincente per l’attrattività di un territorio in futuro. I nuovi velivoli saranno sempre più ecologici, diversificati e rispettosi dell’ambiente. Il tridente, ferrovia, strada e cielo contribuirà al rilancio della regione di Lugano e del Ticino. Naturalmente lo scalo di Lugano dovrà essere ottimizzato e reso più competitivo.

Se uno legge il Caffè (sto scrivendo ed è domenica) sa tutto e capisce tutto. In tal genere di cose il domenicale si dimostra prezioso. Questo “call for interest” sembra un pasticcio da avvocati. Ma non le sembra strano che ci si batta con accanimento per una cosa che potrebbe anche avere la sostanza… di una palla al piede? Where’s the beef? direbbe un inglese.

Se c’è interesse da parte dei privati vuol dire che non è una palla al piede, l’ente pubblico deve agire in modo accorto salvaguardando l’interesse pubblico e facendo gli interessi della Città dei suoi cittadini. Ora con i ricorsi i tempi si allungheranno anche di molto… la Città dovrà continuare a gestire l’aeroporto per parecchio tempo con la necessità di mettere a disposizione in tempi brevi le adeguate risorse fino al termine del contenzioso.

Il nostro Sindaco, giustamente indignato dopo i fatti della stazione, si è arrabbiato non poco con i molinari e ha gridato: “questa è l’ultima!” O forse… la penultima? Sono pronto ad ammettere che è un problema difficile. Ma se il Municipio non fa nulla (si dichiara impotente) non perde il suo prestigio?

Lugano ha teso una mano al Cantone 20 anni fa per una soluzione che doveva durare pochi mesi e poi è stato lasciato solo. Ora mi aspetto che il Cantone tenda una mano a Lugano. Oggi il Municipio è diviso, sotto pressione e a disagio, grande è l’imbarazzo e la fatica a decidere. Forte è la volontà di sgombero ed è stata presa una sofferta decisione in tal senso con un termine perentorio, 20 giorni, ma permane la grande preoccupazione di un’escalation di atti di violenza. La situazione è potenzialmente esplosiva, acuita dall’incertezza legata alla pandemia che sta esasperando un po’ tutti (quanto successo alla foce sabato sera ne è una chiara avvisaglia). Occorre trovare al più presto una soluzione alternativa. Consiglio di Stato e Municipio devono allestire una tabella di marcia con dei termini da rispettare, il futuro del centro autogestito non può più essere lì, come da decisione del Consiglio Comunale. L’aiuto di un mediatore riconosciuto anche dai Molinari potrebbe essere utile.

Giudici e il Nano li misero lì. Se il Nano non c’è più, Giorgio ci può dare ancora un consiglio. Ma quale?

Se i Molinari sono al Macello è perché i compianti miei ex colleghi Giuliano Bignasca e Giovanni Cansani hanno teso una mano al Cantone con il beneplacito di Giorgio Giudici. Sarà uno dei primi problemi che dovrà affrontare il prossimo municipio se il termine di 20 giorni sarà prolungato grazie all’ancora possibile mediazione, che deve però presupporre una soluzione risolutiva.

Abbiamo finito. Quanti cittadini elettori leggeranno la sua intervista?

Grazie alle sue domande molti (sorride).

Esclusiva di Ticinolive