Un ufficiale della marina militare italiana, è stato arrestato martedì notte in un parcheggio di un centro commerciale a Roma con l’accusa di spionaggio per aver venduto documenti militari ad un membro delle forze armate russe di stanza presso l’ambasciata russa nella capitale italiana.

Il militare di medio rango, in servizio come capitano di fregata, è stato sorpreso in flagranza di reato durante una riunione clandestina mentre consegnava la documentazione riservata in cambio di una somma di 5’000 euro in contanti. Quest’ultimi sequestrati dalle autorità.

In stato di fermo anche il funzionario russo, subordinato dell’addetto militare dell’ambasciata, che ha evitato l’arresto grazie alla sua immunità diplomatica. È insolito arrestare funzionari diplomatici quando vengono sospettati di spionaggio, dato che sono spesso deportati silenziosamente per evitare incidenti diplomatici.

Per entrambi l’accusa è di gravi crimini legati allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato. “I Carabinieri appartenenti alle Forze speciali italiane, sono intervenuti durante un incontro tra i due subito dopo il trasferimento dei documenti da parte dell’ufficiale italiano”, è scritto in un comunicato della polizia italiana. I documenti “classificati” provengono da un’unità del ministero della Difesa italiano, e il sequestro di altro materiale trovato nell’appartamento dell’ufficiale italiano, suggerisce che potrebbe aver passato informazioni top secret della NATO, mettendo così a rischio anche la sicurezza nazionale di altri paesi.

Il militare italiano è stato scoperto dopo lunghe indagini condotte dall’AISI, l’agenzia di intelligence italiana interna, con il supporto dello stato maggiore della Difesa. A seguito del suo arresto, l’ambasciatore russo Sergey Razov, è stato convocato questa mattina al ministero degli Esteri italiano, per discutere della questione.

L’Italia ha intimato al funzionario russo coinvolto e ad un suo superiore l’espulsione. l’Ambasciata russa ha ritenuto inopportuno commentare per il momento quanto è successo dato che le circostanze che circondano l’incidente sono oggetto di indagine. “Ci rammarichiamo per l’espulsione da Roma di due dipendenti della nostra ambasciata e stiamo studiando sulle circostanze della decisione. Faremo un ulteriore annuncio sui nostri possibili passi in relazione a questa misura non conforme al livello delle relazioni bilaterali” ha fatto sapere il ministero degli Esteri russo.

Il portavoce del presidente Putin, Dmitry Peskov, ha detto che il Cremlino non era a conoscenza dei dettagli dell’incidente, ma spera che “il carattere abbastanza positivo e costruttivo delle relazioni russo-italiane venga preservato”.

È il primo caso di spionaggio inerente a informazioni sulla difesa militare e sulla sicurezza che coinvolge l’Italia e la Russia, e rappresenta l’incidente più grave dalla fine della guerra fredda. In passato ci sono stati altri casi di attività d’intelligence tra i due paesi, riguardanti però il settore industriale.