Putin The Kremlin Government Russia Policy

Alcune recenti prove dei servizi di sicurezza cechi collegano l’esplosione avvenuta nel 2014 al deposito di munizioni nel villaggio di Vrbetice presso il comune di Vlachovice nell’est della Repubblica Ceca, e un tentativo di avvelenamento in Bulgaria, agli ufficiali dell’unità 29155 del servizio d’intelligence militare russo.

In una conferenza stampa, il primo ministro ceco Andrej Babis e il vice primo ministro e ministro dell’Interno Jan Hamacek, hanno annunciato l’espulsione di 18 membri del personale dell’ambasciata russa a Praga come rappresaglia per la morte di due persone, di 56 e 69 anni, avvenuta durante la forte esplosione che ha distrutto 50 tonnellate di armi nel deposito situato in una foresta. “Ho incaricato i nostri rappresentanti nell’Unione europea e nella NATO di informare i nostri alleati sul caso Vrbetice. Ne parlerò lunedì alla riunione dei ministri degli Esteri dell’UE”, ha detto Hamacek sabato scorso.

La polizia ceca ha inserito nella lista dei ricercati i due cittadini russi sospettati di aver eseguito gli avvelenamenti Salisbury nel 2018, in Inghilterra: Alexander Petrov e Ruslan Boshirov, ufficiali del GRU (l’intelligence delle forze armate russe).

Una prova decisiva è stata un’email inviata alla Imex Group, la società che gestiva il deposito di armi, proveniente dalla Guardia nazionale del Tagikistan, nella quale si chiedeva un accesso per due uomini per una visita di ispezione. Le scansioni dei loro passaporti allegate all’email indicano i nomi di Ruslan Tabarov, del Tagikistan, e Nicolaj Popa, cittadino moldavo, ma mostrano in realtà le foto che corrispondono a quelle dei due uomini accusati dagli inglesi dell’avvelenamento a Salisbury, entrambi catturati dalle telecamere a circuito chiuso. Stessa identità di copertura.

L’altro collegamento con l’unità 29155 è con Emilian Gebrev, un trafficante di armi bulgaro che le immagazzinava nel deposito di armi ceco fatto esplodere, e che le vendeva ad un certo numero di paesi contro la volontà di Mosca. Nell’aprile del 2015, sei mesi dopo l’esplosione, Gebrev si ammalò gravemente nella capitale bulgara Sofia. Le autorità bulgare scoprirono in seguito che un certo Sergei Fedotov, identificato come arrivato dall’Inghilterra per sorvegliare l’avvelenamento di Salisbury, aveva alloggiato in quel periodo, insieme ad altri due uomini dell’unità 29155, in un hotel nello stesso complesso dell’ufficio di Gebrev, chiedendo stanze con accesso sul parcheggio sotterraneo. Un Procuratore bulgaro ha rilasciato lo scorso anno il video della sorveglianza di quel parcheggio che mostra un uomo che si avvicina all’auto di Gebrev. Le autorità ritengono che una sostanza tossica sia stata imbrattata sulle maniglie dell’auto. Fedotov lasciò il paese il giorno stesso dell’avvelenamento di Gebrev, benché avesse prenotato un volo di ritorno due giorni dopo.

L’esplosione al deposito di armi ceco è stato un tentativo di danneggiare gli affari di Gebrev con l’Ucraina, seguito da un tentativo di ucciderlo. Le prove dell’intelligence ceca portano a questa conclusione.

La Russia ha defininto le accuse di Praga assurde, visto che in precedenza aveva attribuito l’esplosione del deposito di armi ai loro proprietari, e nel commentare la mossa delle autorità ceche, il capo della commissione per gli Affari esteri russo, Loenid Slutsky, ha osservato che la Repubblica Ceca ha preso la linea russo fobica degli Stati Uniti. “Le autorità ceche hanno preso la decisione senza precedenti di espellere 18 dipendenti dell’ambasciata russa con pretesti infondati e inverosimili sul coinvolgimento dei servizi speciali russi nelle esplosioni avvenute nel 2014 nei depositi militari nel villaggio di Vrbetice”, si legge in una nota del ministero degli Esteri russo. “Questo passo ostile è stato il proseguimento di una serie di azioni antirusse intraprese dalla Repubblica Ceca negli ultimi anni. Nel tentativo di compiacere gli Stati Uniti sullo sfondo delle recenti sanzioni contro la Russia, le autorità ceche in questo senso hanno persino superato i loro padroni d’oltremare”, riporta la nota del dicastero. “Introdurremo una risposta che farà comprendere agli autori di questa provocazione la piena responsabilità di distruggere le fondamenta del normale sviluppo delle relazioni tra i nostri Paesi”.

In un confronto di accuse, ieri la Russia ha espulso 20 diplomatici cechi per rappresaglia alla serie di espulsioni diplomatiche da parte di Praga.

Dalla fine di decenni di dominazione sovietica dell’Europa orientale avvenuta nel 1989, questa è la più grande lite tra i due paesi. Le espulsioni diplomatiche si aggiungono alla crescente tensione tra Mosca e l’Occidente, dopo il rafforzamento militare ai suoi confini occidentali e in Crimea, che è stata annessa nel 2014.

Il Dipartimento di Stato americano e il ministro degli Esteri britannico, hanno elogiato la risposta di Praga alle “azioni sovversive” della Russia. Il Regno Unito crede fortemente nella stessa cellula russa dietro l’avvelenamento di Salisbury e l’esplosione del deposito di armi ceco.