La terra chiama aiuto. La situazione è grave. È crollato, a causa dell’erosione, l’”Arco di Darwin” nelle Galapagos.

Un tonfo, netto. L’arco che crolla, e s’inabissa nelle profondità marine delle Galapagos. È quanto avvenuto in Equador, a nord delle Galapagos.quello che dai media è stato definito come un disastro ambientale, ed è accaduto soltanto ieri.

Alle isole Galapagos il paesaggio è “brutalmente cambiato”, secondo i media ecuadoriani: la calamità, infatti, ha irrimediabilmente deturpato le Galapagos. L’arco di Darwin, formazione rocciosa tra i migliori siti di immersione al mondo, è crollato, probabilmente a causa dell’erosione.

L’Arco di Darwin prima

A meno di un chilometro dall’omonima isola, sorgeva (ormai l’imperfetto è d’obbligo) l’arco di Darwin, un vulcano spento che si sarebbe formato sul fondo dell’Oceano Pacifico da 400.000 a 1,6 milioni di anni fa.

Nell’800, il naturalista inglese espose la propria rivoluzionaria teoria dell’evoluzione anche ammirando l’unicità della flora e della fauna dell’arcipelago delle Galapagos, cosicché l’arco prese il suo nome.

Video-parodia che racconta le scoperte di C. Darwin, al min. circa 1.27 si parla proprio della Galapagos

Ad oggi, nonostante l’inquinamento terrestre, la biodiversità che caratterizza le Galapagos, patrimonio dell’Unesco in pieno Pacifico, a 900 km dall’Ecuador, è unica al mondo e ogni anno attira visitatori da tutto il mondo.

L’arco di Darwin ora

L’impatto umano dell’ecoturismo ha però comportato un costo, che rischia di essere molto elevato. Quest’anno, infatti, un gruppo di scienziati della conservazione è ha creato l’associazione ‘Re: wild’, in collaborazione con il Parco Nazionale delle Galapagos e con le comunità locali, con l’obiettivo di proteggere le specie a rischio di estinzione, ricostruendo l’ecosistema: tra i fondatori c’è anche il nome della celeb Leonardo DiCaprio, da sempre vegano e animalista, nonché ambientalista, che ha promesso la cifra da capogiro di 43 milioni di dollari per finanziare il progetto, il quale prevede anche la tutela dell’isola Floreana. L’isola, infatti, ospita più di cinquanta specie in via di estinzione, tra cui l’iguana rosa: in essa saranno reintrodotte tredici specie già localmente estinte, come il tordo beffeggiatore, che si chiama così perché imita il canto di altri uccelli, e fu descritto per la prima volta proprio da Darwin. Oltre ad attività volte a prevenire l’estinzione dell’iguana rossa e a rafforzare le misure per proteggere le risorse marine dell’area, verranno prese misure per preservare le biodiversità già esistenti.

Dal canto suo, Leonardo DiCaprio già nel 1998, dopo il successo ottenuto con il colossal Titanic, fondò la Leonardo DiCaprio Foundation, organizzazione senza scopo di lucro volta alla preservazione ambientale.

Dopo diversi milioni di euro donati al WWF, l’attore si è mobilitato più volte per lanciare petizioni per tutelare gli animali e, insieme a Will Smith aveva lanciato anche una linea di scarpe ecologiche limited edition il cui ricavato fu devoluto all’Associazione Earth Alliance. La stessa cosa l’aveva fatta l’attrice Natalie Portman, con la sua linea di scarpe vegana.

Così, oggi, dopo l’ennesimo disastro orientale, Leonardo si dice entusiasta “di lanciare Rewild per aiutare a proteggere ciò che è ancora selvaggio e ripristinare il resto”, così come ha scritto ai suoi 20 milioni di follower su Twitter