È morta Raffaella Carrà, la “regina della televisione italiana”. Nata a Bologna il 18 giugno 1943, all’anagrafe Raffaella Maria Roberta Pelloni, aveva 78 anni.

Showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, radiofonica e autrice televisiva italiana, presenza costante della televisione dagli anni ’60 sino alla fine della sua vita.

Una carriera lunghissima, con la consacrazione nei palinsesti televisivi, ma iniziata col cinema. Definita un’icona della musica e della televisione italiana, riscontrò grandi consensi anche all’estero, soprattutto in Spagna.

Oltre 60 milioni di dischi venduti, 22 dischi tra platino e oro, attirò le attenzioni, anche nello scorso anno, del quotidiano britannico The Guardian, che nel 2020 la incoronò sex symbol europeo e «l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso».

Sugli schermi cinematografici sin da bambina, recitò, tra gli anni 1952 e 1970 anche in pellicole di ambientazione storico-mitologico, apparendo nei panni di una donna gallica in Giulio Cesare, il conquistatore delle Gallie, a fianco di Ivo Pajer, in Ulisse contro Ercole e Maciste nella terra dei Ciclopi (entrambi del 1961) e in Ponzio Pilato del 1962.

Poi, il caschetto biondo, anzi biondissimo, fece di lei un’icona moderna dei palinsesti e della TV, tanto da entrare quotidianamente nelle case degli italiani.

Cordoglio da tutto il mondo dello spettacolo, e da tutti gli spettatori, che oggi, in migliaia, la ricordano sui social.