Simone Biles è la prima ginnasta nella storia ad aver vinto cinque titoli mondiali nel concorso individuale (Anversa 2013, Nanning 2014, Glasgow 2015, Doha 2018 e Stoccarda 2019), e la prima a vincerne tre consecutivamente. A 24 anni, vanta 19 medaglie d’oro, 25 medaglie totali, ed è la ginnasta più decorata della storia, avendo superato il record di 23 medaglie precedentemente detenuto dal bielorusso Vitaly Sherbo.

Inserita dal Times, nel 2017, fra le 100 persone più influenti del mondo, considerata la migliore ginnasta della storia, Simone Biles, sogno di gloria degli Stati Uniti per le Olimpiadi di Tokyo, improvvisamente subisce il crollo mentale, e si ritira dai giochi.

Cosa c’è dietro una stella mondiale che sceglie di oscurarsi, per la propria  ”salute mentale”? Si parla di traumi, che possono emergere anche dopo anni, e Simone li avrebbe avuti, poiché Il 18 gennaio 2018, ha accusato l’ex medico della squadra nazionale Larry Nassar di averla stuprata, con la connivenza della USA Gymnastics. In seguito all’accusa, il 24 gennaio 2018, Nassar, dichiarato colpevole per anche altre accuse di vittime, è stato condannato ad un minimo di 40 ed un massimo di 175 anni di prigione.

Forse è stata l’aggressione sessuale a riemergere, dopo soli tre anni, più dilaniante che mai, e Simone non ce l’ha fatta. La ginnasta parla di Twisties, «demoni nella testa» un disturbo descritto, tra gli sportivi, come un’improvvisa dissoluzione del senso dello spazio, una perdita di consapevolezza della propria presenza, che per chi pratica ginnastica artistica, se si verifica durante un salto morale, può comportare il rischio della vita.

La Biles ha scritto su Instagram che “È la sensazione più folle mai provata. Non hai più alcun controllo sul tuo corpo: non puoi distinguere l’alto dal basso”. Ha ammesso anche di non esserne nuova a questo disturbo, “una spaventosa perdita dei punti di riferimento spaziali”, ma di averlo provato, a Tokyo, in tutti i passaggi degli esercizi.

Simone continua a esercitarsi, il ritiro dalle Olimpiadi non è definitivo, dice di valutarsi ogni giorno, volteggio dopo volteggio, ma la valutazione è ancora labile.

Questo “scollegamento tra corpo e mente” come il medico dello sport, Professor Beltrami, lo definisce ai media, può derivare da gravi traumi emotivi, come gli abusi sessuali, ma anche abbandoni, sofferenze.

La ginnastica artistica ha un prezzo molto alto: la ginnasta britannica Claudia Fragapane e non è riuscita a qualificarsi per i Giochi di Tokyo, per essere caduta dalle parallele asimmetriche e dalla trave proprio a seguito di un blocco mentale; la ginnasta svizzera Giulia Steingruber in anni passati aveva raccontato di non aver più la sensazione di dove trovarsi, durante un volteggio, perché “ruotare e capovolgere il corpo è disorientante”.

Noi le vediamo volare, contorcersi nell’aria, leggiadre, dimostrare un’elevazione non umana. Ma il dramma che spesso l’essere eccezionali, o, semplicemente, diversi, congiunge il fisico alla psiche, a volte può essere molto forte.