L’incrociatore missilistico Moskva, nave corazzata ammiraglia della flotta russa da 186 metri, 12’500 tonnellate e 510 membri di equipaggio, è affondata nel Mar Nero.

Commissionata nell’era sovietica alla fine degli anni ’70, era l’orgoglio della flotta navale del Mar Nero, un simbolo della potenza militare russa realizzato per contrastare durante la guerra fredda le portaerei statunitensi e fornire difesa aerea alle navi sovietiche che operavano in oceani lontani. Aveva da poco completato un ampio refitting per migliorare le sue capacità, tornando operativo nel 2021. Svolgeva un ruolo chiave come nave da comando e nodo della difesa aerea nell’assalto all’Ucraina.  In tempo di pace, aveva contribuito a condurre ricerche scientifiche con gli Stati uniti.

Dopo l’affondamento della nave da sbarco Alligator Saratov, colpita il 24 marzo dalle forze ucraine nella città meridionale portuale di Berdyansk, la Russia ha perso due importanti risorse navali da quando ha iniziato l’invasione e sarà costretta probabilmente a rivedere la sua posizione marittima nel Mar Nero.

Funzionari militari ucraini affermano di averlo colpito con missili da crociera Nettuno, un’arma progettata e fabbricata in Ucraina dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014. Si basa sul vecchio missile antinave sovietico Kh-35 con una portata migliorata a 400 km, in grado di volare vicino alla superficie del mare per evitare il rilevamento.

Se confermato, dimostrerebbe che i moderni sistemi di ricezione radar siano tutt’altro che infallibili, visto che se ne sarebbero accorti toppo tardi.

Il ministero della Difesa russo, ha riconosciuto che la nave da guerra di classe Slava Moskva, equipaggiata con cannoni da coperta (artiglieria navale montata sul ponte), siluri, mortai e missili da crociera, anche con testata nucleare, è stata gravemente danneggiata, ma non da un missile bensì da un incendio inspiegabile che ha causato un’esplosione delle munizioni a bordo ed è affondata mentre veniva rimorchiata in porto durante il mare in tempesta.

Secondo i rapporti ucraini, il comandante 44enne Anton Kuprin, è rimasto ucciso dopo che la nave è stata colpita. Il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov, ha scritto su Twitter che “Una nave da guerra russa è un sito degno di immersione. Ora abbiamo un altro punto di immersione nel Mar Nero. Visiteremo sicuramente il relitto dopo la nostra vittoria in guerra”.

Dopo la perdita dell’incrociatore, la Russia ha giurato di intensificare la portata degli attacchi missilistici contro gli obiettivi della capitale ucraina, in risposta a qualsiasi ulteriore tentativo delle forze ucraine di compiere sabotaggi sul suolo russo.

Per la prima volta dall’inizio della guerra, la Russia sta impiegando dallo spazio aereo sopra Krasnodar, nella Russia meridionale, i bombardieri Tupolev a lungo raggio per lanciare missili da crociera nel territorio ucraino. L’esercito russo continuerà ad utilizzare i razzi per colpire le infrastrutture ucraine.

La Russia si riorganizza per impadronirsi della regione di confine orientale del Donbass, ma gli obiettivi di guerra di Mosca continuano a cambiare, favorevoli ad un ampliamento dell’offensiva.