La centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhya, la più grande delle 10 centrali europee, è stata conquistata a marzo dall’esercito russo poco dopo l’invasione del paese, ma è ancora gestita dai tecnici della compagnia nucleare statale ucraina Energoatom.

Negli ultimi giorni l’impianto è stato preso di mira da attività militari, con Mosca e Kiev che si accusano a vicenda per i bombardamenti che potrebbero mettere a rischio la sicurezza della centrale.

Gli ucraini chiedono con forza alla comunità mondiale di costringere la Russia a restituire la centrale di Zaporizhzhya. Secondo il presidente Zelenskiy, la struttura sta funzionando con il rischio di violare gli standard di sicurezza contro le radiazioni e gli incendi, e ha affermato che le forze ucraine prenderanno di mira i soldati russi in quella zona. “Ogni soldato russo che spara all’impianto o spara usando l’impianto come copertura, deve capire che diventa un obiettivo speciale per i nostri agenti dei servizi segreti e per il nostro esercito”, ha detto Zelenskiy.

Secondo un filmato, le forze russe presenti sul sito nucleare hanno bombardato intensamente la città di Nikopol e altre città attraverso il fiume Dnipro. Il sindaco di Enerhodar, ha fatto sapere che la gente del posto ha visto i soldati russi posizionare un cannone di artiglieria semovente con bandiera ucraina. Funzionari locali hanno avvertito che la Russia sta cercando di preparare un’operazione “falsa bandiera” relativa al sito nucleare.

Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Unione europea, hanno esortato la Russia a ritirare immediatamente le sue forze militari dall’impianto nucleare per salvaguardare il sito, affermando che la loro presenza rappresenta un grande pericolo per i principi internazionali in materia di sicurezza nucleare.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), che ha ricevuto informazioni contraddittorie sia da parte ucraina che dalla Russia sullo stato della struttura, sta cercando di ispezionare l’impianto e ha avvertito di un possibile disastro nucleare se i combattimenti non verranno interrotti. Gli esperti temono che i combattimenti possano danneggiare le vasche che contengono il combustibile esaurito dell’impianto o danneggiare i reattori, nonostante le mura di cemento delle zone “chiave” sono stati progettati per resistere a fortissimi impatti.

La centrale è situata sul fiume Dnipro nella città di Enerhodar, nel sud-orientale del paese. Due dei suoi dei reattori sono attualmente in funzione e collegati alla rete, come conferma l’Agenzia AIEA. La società Energoatom ha dichiarato che le forze russe si stavano preparando a collegare l’impianto alla Crimea, annessa alla Russia nel 2014, e stavano danneggiando le linee elettriche riorientando la sua produzione di elettricità per interromperla alle città detenute da Kiev.

Sia il Cremlino che Kiev parlano di un concreto rischio di incidente nucleare. “In stretta collaborazione con l’Agenzia AIEA e la sua leadership, faremo tutto il necessario affinché gli specialisti dell’AIEA siano alla stazione e forniscano una valutazione veritiera delle azioni distruttive della parte ucraina”, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Le autorità russe della zona hanno proposto un cessate il fuoco nell’area circostante la centrale.

La Russia è stata accusata di aver schierato 500 soldati e di aver posizionato lanciarazzi nell’area usando la centrale come scudo. Funzionari insediati da Mosca nella regione di Zaporizhzhya hanno ripetutamente affermato che le forze ucraine sono responsabili degli attacchi all’impianto sparando incautamente contro la struttura.

Ovviamente una visita allo stabilimento da parte dell’AIEA dovrà essere elaborata garantendo la massima sicurezza della missione internazionale. Verrà presa in considerazione nel prossimo futuro, perché permangono ostacoli attualmente.

Un membro dell’amministrazione regionale filo-russa, Vladimir Rogov, ha affermato che l’impianto ha dovuto ridurre la produzione e che potrebbe essere messo fuori servizio se i bombardamenti dovessero continuare.