Dopo 45 giorni, la Premier britannica Liz Truss si è dimessa. Era stata il quarto primo ministro conservatore in sei anni.

La Truss ha dichiarato di essere “entrata in carica in una fase di grande instabilità economica e internazionale”, di riconoscere quindi “di non poter realizzare il mandato per cui sono stata eletta dal Partito Conservatore, data la situazione” e di aver “parlato con Sua Maestà il Re per informarlo che mi dimetto da leader. Rimarrò primo ministro finché non sarà scelto un successore”.

Al momento, come successore, sembra favorito Rishi Sunak, ex cancelliere di origini familiari indiane che a settembre era stato battuto da Liz al ballottaggio dopo aver ricevuto più consensi di lei tra i deputati, anche se lo stesso Boris Johnson medita il ritorno.

Lo stesso Boris Johnson aveva accusato Rishi Sunak di essere un “traditore dei Tory”.

C’è poi Jeremy Hunt, il cancelliere che piace all’establishment che era stato chiamato in extremis dalla 47enne Truss per rassicurare i mercati. Infine, la ministra Penny Mordaunt, ex fautrice della Brexit.

La crisi che ha costretto Liz Truss, 47 anni, alle dimissioni, è stata palesata anche dalle uscite di scena del cancelliere dello Scacchiere ultraliberista, Kwasi Kwarteng, e della ministra dell’Interno anti immigrazione, Suella Braverman, avvenute nei giorni scorsi, a cui erano seguiti l’ingresso dei “moderati” Jeremy Hunt e Grant Shapps.

Il prossimo premier sarà il primo designato dal nuovo sovrano Carlo III, dopo i 15 designati da Elisabetta II.

La Sovrana era spirata a settembre proprio due giorni dopo aver insediato Liz Truss.