.
Italo Rota (Milano, 2 ottobre 1953 – 6 aprile 2024, Milano), architetto, scenografo, designer,
bibliofilo, direttore della Nuova Accademia di Belle Arti.

Una delle menti più brillanti del panorama contemporaneo del progetto italiano nel mondo ci ha
lasciati ieri, sabato 6 aprile 2024, all’età di 70 anni e qualche mese.

Italo Rota, formatosi presso gli studi Albini e Gregoretti, ha firmato insieme con i colleghi
Fornasari, Auxilia e Montanari, il Museo del Novecento nel Palazzo dell’Arengario in piazza
Duomo a Milano, inaugurato nel 2010 e diventato il simbolo di un nuovo modo di fruire l’arte.

Una metodologia ripresa per l’attività espositiva del Centro culturale il Rivellino LDV di Locarno
dal suo grande amico Arminio Sciolli, tra l’altro bibliofilo a livello internazionale come il parente
acquisito Italo Rota (la moglie Margherita Palli è cugina di Arminio), per il quale aveva riordinato
la grande biblioteca di Milano.

Arminio Sciolli, come Italo Rota, ha un modo di pensare e di progettare sempre rivolto al futuro, un
approccio visionario ma estremamente concreto, con lo spirito di chi con passione impara dal
passato (ma anche dall’oggi), sempre guardando al futuro, ciò che li ha sempre contraddistinti nelle
loro idee esplosive.

Italo, dopo la laurea ottenuta nel 1982 al Politecnico di Milano, ha affiancato Gae Aulenti per la
progettazione del Museo d’Orsay di Parigi (città in cui lavorò fino alla metà degli anni ’90).
Per la Ville Lumière progettò anche il Museo d’Arte Moderna al Centre Pompidou (sempre con Gae
Aulenti), l’illuminazione della Cattedrale di Notre Dame, le nuove sale della scuola francese alla
Cour Carré del Louvre e la ristrutturazione del centro di Nantes.

Italo Rota, oltre che architetto, fu anche designer e professore all’Ecole d’Architecture UP8 Paris-
Belleville (1987-1990), alla Facoltà di Architettura di Ferrara (1998-2000). Fu anche assessore per
un breve nella Giunta guidata da Marco Formentini nel 1993.

Il cordoglio dell’archistar Stefano Boeri: “Con Italo Rota perdiamo oggi un protagonista assoluto
dell’architettura e della cultura italiana. Ci mancheranno le sue idee potenti e appena sussurrate, le
sue visioni controcorrente, le sue composizioni ricchissime e sempre intelligenti. Un pezzo della
nostra storia, della storia della nostra generazione, della storia di Triennale e della creatività italiana
nel mondo se ne va”.


*

Immagine, da sinistra:
Italo Rota, Arminio Sciolli, Margherita Palli (moglie di Italo e cugina di Arminio)