Il libro di Simone Ortolani ” Davvero Sangue”, edito da Fede e Cultura, analizza la scomparsa dei reperti legati al miracolo eucaristico di Savarna.

Davvero sangue? – Simone Ortolani – Libro – Fede & Cultura – | IBS

Un procedimento penale è attualmente pendente al Tribunale di Ravenna a seguito di un esposto per vilipendio alla religione, presentato da fedeli dopo la scomparsa dei reperti legati al presunto miracolo eucaristico avvenuto a Savarna nel gennaio 2023. La vicenda ruota intorno a un’ostia consacrata, caduta accidentalmente a terra, che non si è dissolta in acqua ma ha mostrato una colorazione rossastra.

Analizzata inizialmente dall’anatomopatologa Cristina Antonini, ha dato luogo a un referto del 26 maggio 2023 in cui si attestava la presenza di globuli rossi, globuli bianchi e materiale ematico. I reperti — tra cui il “blocchetto istologico” e i vetrini microscopici — sono stati successivamente consegnati alla Curia arcivescovile di Ravenna – Cervia, poi affidati all’Azienda sanitaria (Ausl Romagna) per ulteriori accertamenti. Tuttavia, non sono mai stati cercati elementi biologici umani (come il sangue), e il responso è stato comunicato in modo informale, senza referto ufficiale. In seguito, i materiali sono stati distrutti.

In questo contesto esce “Davvero Sangue?” (Fede & Cultura, 2025), un’inchiesta rigorosa del giornalista Simone Ortolani, che raccoglie contributi scientifici e canonici di rilievo: del fisico Giulio Fanti, esperto di Sindone e dei canonisti Geraldina Boni e  Manuel Ganarin. Il libro non si pronuncia sull’autenticità del miracolo, ma sottolinea l’importanza di un’indagine trasparente e scientificamente fondata su un fatto di tale rilevanza per i fedeli.

Al centro della vicenda c’è don Nicolò Giosuè, parroco di Savarna, scomparso improvvisamente il 30 luglio 2025. Criticato pubblicamente dinanzi all’intero clero diocesano riunito il 9 aprile dal vicario generale di Ravenna – Cervia don Alberto Brunelli per aver fatto analizzare i reperti prima di consegnarli alla Curia, don Nicolò ha agito in piena coerenza con il suo ministero: ha rispettato le norme liturgiche, ha cercato competenze qualificate e ha consegnato tempestivamente ogni materiale. La sua scelta di commissionare analisi preliminari appare oggi non come un atto di disobbedienza, ma come un gesto di responsabilità pastorale di fronte a un fenomeno inatteso.

Il libro di Ortolani rende omaggio a questa figura e lascia aperta una domanda legittima: di fronte a un possibile segno eucaristico, non sarebbe stato preferibile privilegiare chiarezza, dialogo e rigore, anziché il silenzio?