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Gunkel: Estasi mistiche e profetismo nell’Antico Testamento

Hermann Gunkel (1862–1932) fu uno dei più importanti biblisti tedeschi del XX secolo e il fondatore della cosiddetta Formgeschichte (storia delle forme), un metodo che ha rivoluzionato lo studio dell’Antico Testamento. Nato in Germania, insegnò a Berlino, Giessen e Halle, e dedicò la sua ricerca soprattutto ai Salmi, alla Genesi e alla letteratura profetica. La sua intuizione fondamentale fu che i testi biblici non nascono come libri unitari scritti da un autore, ma come forme letterarie brevi (inni, lamenti, oracoli, racconti di vocazione, leggende) che circolavano oralmente in contesti vitali concreti (Sitz im Leben), come il culto, la guerra, la festa o la crisi nazionale

Gunkel

Per Hermann Gunkel, la poesia biblica – e in modo particolare quella profetica e dei Salmi – nasce da un’esperienza religiosa originaria che ha carattere estatico e carismatico. Egli interpreta molti testi poetici dell’Antico Testamento non come riflessioni teologiche astratte, ma come espressioni linguistiche di un evento interiore di rapimento divino (Entrückung), in cui il soggetto è afferrato dalla potenza di Dio e costretto a parlare. La poesia non è quindi un ornamento letterario, ma la forma naturale con cui si traduce un’esperienza emotiva intensa: visione, tremore, gioia, angoscia, giudizio. In questo senso, per Gunkel, il linguaggio poetico precede la dottrina: nasce prima come grido, canto, invocazione o oracolo, e solo dopo viene fissato e reinterpretato teologicamente.

All’interno della sua Formgeschichte, Gunkel collega questa poesia estatica ai contesti vitali (Sitz im Leben): culto, lamento, celebrazione, guerra, giudizio profetico. Il profeta o il poeta sacro non è anzitutto uno scriba, ma un uomo attraversato da una forza che lo supera. Per questo il discorso profetico assume forme ritmiche, immagini violente, metafore cosmiche e parallelismi: sono i segni linguistici di un’esperienza che non nasce dal ragionamento ma dalla possessione spirituale controllata, simile – per struttura antropologica – a fenomeni religiosi di altre culture antiche. Così Gunkel restituisce alla poesia biblica il suo carattere originario di evento, prima che di testo: parola che sgorga da un incontro con il divino e che solo in seguito diventa Scrittura.

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