di Fiorenzo Briccola

“Il CEO di OpenAI ha riconosciuto, in un raro momento di autocritica, che lo sviluppo di GPT-5.2 ha penalizzato la creatività narrativa a favore del ragionamento e della programmazione, definendo la scelta un errore strategico.”

Personalmente credo che ogni autore debba generare il proprio scritto, tesi di laurea, poesia oppure articolo; anche l’idea per un romanzo, ecc. Ma chiedere che l’intelligenza artificiale generi in sé un poema o un romanzo, oppure che generi una composizione pittorica dal nulla, è in sé una mancanza di originalità e creatività umana!

Eventualmente, se non ho idee posso chiedere aiuto all’AI, ma poi la poesia devo generarla attraverso il mio ingegno. Questo vale anche per un’equazione! L’AI può generare un’equazione algebrica, ma è la persona umana che deve fornire le credenziali per generarla; o qualsiasi genere di operazioni si voglia creare.

Ricordo di aver svolto a scuola un esercizio significativo: ascoltare un brano di musica classica e, successivamente, la classe riunita doveva identificare l’opera e il suo autore. Questo non rappresenta solo una conoscenza teorica, ma costituisce soprattutto un valido esercizio per sviluppare la creatività e la capacità di pensare oltre i consueti schemi classici.

ChatGpt non scrive più come un tempo. Sam Altman: “Abbiamo sbagliato” – la Repubblica