E’attivo un nuovo corso di dizione per chi deve declamare le Sacre Scritture presso la Facoltà di Teologia di Lugano

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C’è una parola che non si legge soltanto: si incarna. È da questa consapevolezza che nasce il corso dal titolo evocativo “Le labbra di Dio – Corso di dizione e consapevolezza interiore”, dedicato all’arte della proclamazione liturgica come esperienza spirituale, estetica e comunicativa insieme.

Docente del percorso è Albin R., che guida i partecipanti in un itinerario originale e profondo: non un semplice laboratorio tecnico di lettura ad alta voce, ma una vera scuola dell’anima applicata alla parola sacra.

L’obiettivo principale del corso è rendere i partecipanti consapevoli del proprio modo di leggere, aiutandoli a decostruire abitudini meccaniche e cliché espressivi che spesso svuotano il testo di forza e significato. Troppe letture liturgiche, pur corrette nella forma, risultano fredde, uniformi, incapaci di toccare il cuore di chi ascolta. Il corso invita invece a superare questi automatismi per accedere a una visione nuova del testo sacro: imparare a leggere le “Labbra di Dio”.

La proclamazione della Parola non è concepita come una performance, ma come un atto di comunione. “Gustare” la Parola significa lasciarsi nutrire interiormente da ciò che si pronuncia, diventando durante la lettura canali dell’amore di Dio per gli altri. In questo senso, la dizione non è soltanto tecnica vocale, ma esercizio spirituale: un cammino di spogliazione dell’ego affinché sia Cristo stesso a esprimersi attraverso la voce del lettore.

Il corso insiste su un punto centrale: la parola liturgica ha una responsabilità. Una lettura imprecisa, monotona o distratta rischia di rendere invisibile il Messaggio. Al contrario, una proclamazione consapevole, partecipata e interiormente vissuta aiuta l’assemblea a non perdersi, a non distrarsi, a ricevere realmente ciò che viene annunciato. La voce diventa così ponte tra il testo e il cuore di chi ascolta.

Come ricorda il teologo Giuseppe Militello, citato nel percorso:
«La dizione liturgica possiede una sua peculiarità imprescindibile che consiste nel calore della parola nitida».
Una frase che racchiude l’essenza di questo cammino: chiarezza, calore, presenza. Non teatralità, ma verità.

Il corso si muove dunque su tre livelli intrecciati:
tecnico, per affinare dizione, ritmo, respirazione e articolazione;
interiore, per riscoprire il senso del soprannaturale e della comunione con il testo;
spirituale, per vivere la lettura come servizio e non come esibizione.

“Le labbra di Dio” propone una rivoluzione silenziosa: restituire alla Parola proclamata la sua dignità originaria. Non solo suono, ma evento. Non solo voce, ma presenza. Non solo lettura, ma testimonianza.

In un tempo in cui la comunicazione è spesso veloce, superficiale e rumorosa, questo corso invita a rallentare, ad ascoltare prima di parlare, a lasciarsi attraversare dal testo prima di pronunciarlo. Perché nella liturgia, ogni sillaba può diventare preghiera, ogni respiro può diventare annuncio, ogni voce può diventare strumento di grazia.

Leggere la Parola, in fondo, significa prestare le proprie labbra a Dio. E imparare a farlo con verità è una forma alta di arte e di fede insieme.