Negli anni Duemila, il principe Andrea, allora Duca di York e fratello dell’attuale re Carlo III, frequentava assiduamente l’élite internazionale. In quel mondo di ricchi imprenditori e figure politiche, incontrò Jeffrey Epstein, il finanziere americano che godeva di un’aura di mistero e potere, e che solo più tardi si sarebbe rivelato come un predatore sessuale seriale.

Per anni, Epstein e Andrea mantennero un’amicizia fatta di viaggi, feste e contatti sociali. Si incontravano spesso a New York e a Londra, e più volte Epstein fu ospitato in residenze reali britanniche. Quando nel 2008 Epstein fu condannato per reati sessuali e scontò una breve detenzione in Florida, il principe non interruppe immediatamente i contatti. Anzi — documenti successivamente emersi hanno mostrato che, pochi giorni dopo la fine degli arresti domiciliari di Epstein nel 2010, Andrea lo invitò a Buckingham Palace.

La relazione tra i due esplose in pubblico solo anni più tardi, quando Virginia Giuffre, una delle vittime di Epstein, dichiarò di essere stata costretta, da minorenne, ad avere rapporti sessuali con il principe. Le immagini che la ritraevano accanto a lui, sorridente e giovanissima, fecero il giro del mondo. Andrea ha sempre negato ogni accusa, affermando di non ricordare mai di aver incontrato la donna. Tuttavia, nel 2022, Giuffre intentò una causa civile negli Stati Uniti: il caso si chiuse con un accordo economico extragiudiziale, senza ammissione di colpevolezza ma con un pagamento milionario da parte del principe.

Le conseguenze pubbliche furono devastanti. Buckingham Palace, già messo in imbarazzo dalla vicenda, ritirò al principe ogni incarico ufficiale. Quando Carlo divenne re, nel 2025, Andrea perse anche il titolo di Duca di York. Fu allontanato dalla vita pubblica, privato dei privilegi militari e, più recentemente, costretto a lasciare la residenza reale di Royal Lodge.

Nel frattempo, l’ondata di documenti provenienti dalle inchieste statunitensi su Epstein non si è mai fermata. All’inizio del 2026, milioni di email, fotografie e note del Dipartimento di Giustizia americano sono stati resi pubblici. Tra questi, alcuni materiali mostrano che i contatti tra Epstein e il principe Andrea proseguirono anche dopo la condanna del finanziere. Altri file suggeriscono che Epstein avrebbe aiutato Andrea a gestire questioni finanziarie personali, come il pagamento di un debito legato a un’ex dipendente della sua ex moglie, Sarah Ferguson.

A complicare ulteriormente le cose, una nuova testimone ha affermato che Epstein l’avrebbe mandata in Inghilterra nel 2010 per incontrare Andrea. Le autorità britanniche e statunitensi stanno verificando la veridicità di questa testimonianza, ma la pressione politica cresce: il primo ministro Keir Starmer ha invitato pubblicamente Andrea a presentarsi davanti al Congresso degli Stati Uniti per chiarire il suo ruolo nella rete di Epstein.

Parallelamente, nuovi scambi di email fra Epstein e Sarah Ferguson — talvolta di tono personale o imbarazzante — hanno riacceso l’attenzione mediatica su tutta la vicenda.

Oggi, il principe Andrea vive ai margini della scena pubblica, in un isolamento che ricorda un lento esilio più che una punizione ufficiale. Non è mai stato incriminato penalmente, ma la sua reputazione rimane segnata in modo indelebile. E mentre emergono nuovi dettagli dagli archivi di Epstein, il suo nome continua a riaffiorare, come un’ombra che la monarchia britannica non riesce ancora a lasciarsi alle spalle.