Alle 11:00 di oggi (le 17:00 in Svizzera) l’America si ferma per “un minuto di silenzio e riflessione”, come lo ha definito il presidente, Barack Obama, dopo la strage di Tucson. Intanto i dottori del Medical Center dell’Università dell’Arizona hanno confermato che la deputata Gabrielle Giffords, ferita alla testa nella sparatoria di sabato scorso, è entrata nelle 48 ore cruciali ai fini del suo recupero.
La donna è da ieri in coma artificiale. Il suo decorso postoperatorio dopo l’intervento chirurgico di 2 ore a cui è stata sottoposta procede in modo regolare, ma i medici non si sbilanciano sulle sue possibilità di farcela. “Siamo cautamente ottimisti” avevano detto ieri i due chirurghi che l’hanno operata, precisando che la paziente era reattiva ai comandi.
Nel frattempo è emerso che Gabrielle Giffords deve la vita, in particolare, al prontissimo intervento di un suo collaboratore ispanico. Il giovane Daniel Hernandez, 20 anni, era a dieci metri da lei quando è stata colpita. È stato il primo a intervenire, il primo a tamponare l’emorragia, a farla continuamente parlare, a tenerla sveglia.
“Era cosciente e in grado di parlare – ha detto Hernandez, che ha cominciato a lavorare per la Giffords solo la settimana scorsa. I medici hanno detto che il suo rapido intervento è stato determinante ai fini del contenimento dei danni cerebrali, che avrebbero potuto essere irreparabili.
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