Dopo i toni sprezzanti degli scorsi giorni e la promessa di durissime ritorsioni “contro chi cercherà di imporci sanzioni di qualsiasi genere” il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko ha usato toni più concilianti, sia nei confronti dell’Unione europea che degli Stati Uniti.
La cerimonia del suo insediamento al quarto mandato di presidente che si è tenuta oggi a Minsk ha visto l’assenza del rappresentante del governo di Washington e dei diplomatici dei paesi membri dell’Unione.
I governi occidentali intendono così manifestare il dissenso nei confronti del regime dittatoriale di Lukashenko, che dopo l’elezione del 19 dicembre scorso aveva represso le proteste della popolazione con arresti massicci, anche di candidati alle presidenziali.
Durante la cerimonia, le parole di Lukashenko sono apparse come il tentativo di gettare un nuovo ponte verso Ovest, alla ricerca di una normalizzazione dei rapporti con i governi occidentali.
“Siamo consapevoli del ruolo della Bielorussia come snodo tra Est e Ovest – ha detto il presidente bielorusso – come parte integrante dell’Europa e dello spazio post-sovietico. Per questo motivo continueremo a realizzare una politica estera multi-vettoriale basata sulla priorità degli interessi nazionali.
Cercheremo di ottenere il massimo dei risultati dalla nostra cooperazione con la Russia, l’Ucraina, la Cina, il Venezuela e gli altri partner strategici, sia con l’Unione europea che con gli Stati Uniti, con tutti i membri della comunità internazionale”.
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