Il Gran Consiglio del Canton San Gallo ha respinto la proposta del Governo di non più offrire l’insegnamento dell’italiano nei licei cantonali. E’ una buona notizia. E’ però anche un dato di fatto che l’apprendimento della lingua italiana da parte dei giovani svizzeri tedeschi e svizzeri francesi appare poco attrattiva e rende difficile il mantenimento dell’offerta dell’insegnamento.
Propongo pertanto che il Canton Ticino utilizzi una parte del contributo federale per la difesa della lingua italiana per promuovere in modo mirato l’attrattività della conoscenza dell’italiano agli occhi dei giovani svizzeri di lingua tedesca e francese. E’ mia convinzione che l’italiano sia un “prodotto” culturalmente e socialmente interessante che offre ai giovani che lo conoscono ampie prospettive di conoscenza e di comprensione non solo della nostra lingua, ma anche della storia e più in generale delle arti.
Non tutti i giovani (anzi !) scelgono una lingua in funzione della sua utilità; c’è spazio per lavorare anche sugli ideali e sulla cultura.
Invito pertanto il Consiglio di Stato a dare avvio a una strategia di marketing nella Svizzera francese e tedesca per far conoscere ai giovani i pregi della conoscenza della lingua italiana.
Con ossequi
Armando Boneff
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Ammiro molto Boneff e spesso e volentieri condivido le sue posizioni nonché le puntuali-brillanti-pungenti "vignette" pubblicate sul GdP. Detto ciò è giusto ed opportuno difendere l'italiano a livello federale, ma credo siano maturi i tempi per insegnare l'italiano in Ticino. Troppi strafalcioni vengono espressi giornalmente sia da parte di una gioventù il cui vocabolario è ridotto ad un pacchetto di "Kleenex" sia da parte degli addetti ai lavori, ammiraglia di Stato compresa.