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Lugano. Preventivo 2011 disavanzo di 11 milioni.

Era stato anticipato dal Mattino della Domenica e oggi arriva puntuale il risultato del preventivo del Comune di Lugano che presenta un disavanzo di “soli” 11 milioni.


Per il Municipio va considerato un preventivo di transizione

Il preventivo 2011 della Città deve ancora essere considerato un preventivo di transizione; l’attesa ripresa economica non è ancora consolidata, le pressioni sulla piazza finanziaria e le difficoltà palesate dall’economia a causa delle incertezze legate al futuro del segreto bancario e alle possibili soluzioni delle controversie fiscali, soprattutto con la vicina Italia, inducono alla prudenza.

Risultati soddisfacenti per l’esecutivo cittadino
Minori delle attese le ripercussioni negative della crisi sul gettito fiscale della nostra Città.
Il gettito d’imposta, valutato con il moltiplicatore del 72.5 %, viene stimato a preventivo 2011 in fr. 195.0 mio. Positive le aspettative per le persone fisiche che, alla luce dei dati più aggiornati e degli interessanti arrivi di nuovi contribuenti, permettono di ipotizzare un gettito di fr. 130.0 mio.
In particolare la buona tenuta del gettito per il 2009 porta a confermare le aspettative per il 2011 del settore bancario in almeno fr. 20.0/21.0 mio; questo tenuto conto delle difficoltà incontrate nel settore nel 2010 e delle possibili ulteriori concentrazioni e/o partenze di istituti di piccole/medie dimensioni.
Per contro più difficile la valutazione delle altre attività economiche, che pur valutate con prudenza, dovrebbero permettere di consolidare in fr. 65.0 mio il gettito complessivo delle persone giuridiche.

Criticità future:

L’elevato onere per investimenti e il ridotto grado di autofinanziamento rappresentano il reale problema al quale Lugano si trova confrontata. La crescita del debito pubblico, se limitata nel tempo, è sicuramente sostenibile dal bilancio della Città ma, se ripetuta, in proiezione futura potrà avere importanti conseguenze negative sulla gestione corrente, anche tenuto conto che nel tempo il rifinanziamento degli attuali prestiti e l’acquisizione sul mercato di nuovi mezzi liquidi difficilmente potrà realizzarsi agli attuali tassi d’interesse, sicuramente ai minimi storici.

Ulteriore cantiere aperto, con elevate conseguenze finanziarie per la Città, è l’auspicata revisione complessiva della legge sulla perequazione finanziaria, revisione con la quale ci si attende si tenga correttamente conto dei costi di centralità assunti da Lugano per tutta una serie di servizi e strutture a disposizione dell’intera Regione. Il riconoscimento di questi costi nel calcolo dell’importo dovuto dalla Città al fondo di livellamento della potenzialità fiscale, ne permetterà in futuro una migliore distribuzione sui Comuni della corona, garantendo una più equa concorrenzialità fiscale.

Come già più volte ribadito riteniamo che sia corretto, in sostanza, tenere ancora conto delle motivazioni legislative esistenti prima dell’ultima revisione attuata nel 2002, riproponendo di nuovo il sostanziale sostegno a Comuni più rurali e montani, da inquadrare nel citato più attuale contesto legislativo e nei più moderni obiettivi territoriali.

Nella globalità l’incidenza a preventivo 2011 dell’onere derivante dalla perequazione orizzontale e verticale può essere cifrata in fr. 34/35 mio; ciò che corrisponde a circa 13 punti di moltiplicatore.

Redazione-cro

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    • Già, ...un preventivo prudenziale, ma è palese che senza una vera ripresa economica non disgiunta da un allentamento delle pressioni (interne ed esterne) sulla piazza finanziaria, e le beghe fiscali non contribuiscono di certo a dare spazio ad un preventivo maggiormente ottimista. Magari un attimo di attenzione in più sulle uscite.......
      Ma vale pur sempre la regola : "sono pessimista e me ne vanto", inteso per tutto quanto potrà arrivare in sopra più è per sempre positivo.
      Non si dimentichi inoltre che nel 2012 ci saranno le elezioni comunali e quindi è "obbligatorio" (pena il sorpasso della lega) presentarsi con i conti "opportunamente corretti", ritenuto che la "contabilità politica" non è propriamente una scienza esatta.

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