Ieri, dopo una perdita del 20% in chiusura di seduta, il titolo della banca franco belga Dexia è stato sospeso su richiesta delle autorità di controllo della borsa di Parigi.
Il timore è che Dexia sia solamente la prima di una lunga serie di istituti di credito a rischiare di fare default a causa della crisi del debito nella Zona euro.
In una nota ai clienti dell’istituto, Carl Weinberg, Chief Economist di High Frequency Economics, ha avvisato: “Per ovviare ai problemi di liquidità, i fondi vanno trovati riducendo le spese delle finanze pubbliche delle nazioni della Zona euro oppure li si chiede in prestito ai contribuenti. Il rischio è che Dexia rappresenti solo la punta dell’iceberg.”
Lunedì e martedì Dexia aveva perso un terzo circa del suo valore e da lunedì il ribasso è complessivamente attorno al 45%.
Mercoledì la banca statunitense Goldman Sachs aveva deciso di ridurre il giudizio sul titolo da Buy a Neutral. In precedenza, l’agenzia di rating Moody’s aveva preannunciato un prossimo downgrade dell’istituto.
Dexia potrebbe essere oggetto di uno smantellamento che prevede la formazione di una “bad bank”, nella quale verrebbero convogliati asset per un valore di almeno 125 miliardi di euro. I governi di Francia e Belgio se ne farebbero garanti.
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