Un portavoce del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahou, Mark Regev, ha attribuito ai dirigenti palestinesi la responsabilità del blocco dei negoziati di pace.
Regev rispondeva alle dichiarazioni, venerdì scorso, del Segretario statunitense alla difesa Leon Panetta, il quale affermava che lo Stato ebraico non fa sufficienti sforzi per rilanciare i negoziati.
Le autorità ebraiche sono pronte alla ripresa delle discussioni in qualsiasi momento, ha assicurato il portavoce, senza alcuna condizione. A suo dire i palestinesi portano avanti giochetti diplomatici per cercare di mascherare le loro posizioni, che tendono a boicottare Israele e a rifiutare qualsiasi impegno nei negoziati.
Lo scorso 30 novembre Tsipi Livni, capo dell’opposizione, ha incontrato ad Ammann, in Giordania, il capo dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas. Gli ha chiesto di adoperarsi affinchè i dirigenti palestinesi accettino di tornare al tavolo delle discussioni.
Un incontro che Netanyahou non ha mancato di criticare, manifestando alla Livni il suo disappunto per l’interferenza in questioni che riguardano unicamente il governo in carica e non l’opposizione.
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