Alcune settimane fa l’altisonante annuncio della riconversione dell’Hotel Eden a Paradiso, rinomata struttura a 5 stelle. In questi giorni giunge invece la notizia della chiusura dell’albergo Du Lac a Paradiso, storica proprietà della famiglia Kneschaurek. In entrambi i casi è previsto un radicale cambiamento di destinazione. Dopo una completa ristrutturazione verrano trasformati in residence di lusso e per seniori. Intanto numerose strutture alberghiere e ristorative sul golfo di Lugano rischiano di cessare la loro attività e potrebbero seguire questi due esempi. La situazione preoccupa e per certi versi è allarmante.
Da un lato il Cantone e la città investono considerevoli somme di denaro per la promozione e lo sviluppo del turismo, dall’altro i privati chiudono importanti complessi ricettivi senza i quali ospitare visitatori diventa impresa ardua se non impossibile. La politica turistica cantonale e comunale dovrebbe quindi preoccuparsi prima di tutto della diminuzione delle strutture alberghiere sul territorio, il primo vero ostacolo ad una crescita dei pernottamenti dei turisti in un comparto che si vorrebbe invece in continua espansione.
Da qui l’appello agli enti pubblici preposti affinché studino approfonditamente la situazione ed intervengano per porre dei correttivi in un contesto che sta vistosamente deteriorandosi.
Gli operatori del settore parlano espressamente di pastoie burocratiche, di ostacoli pianificatori, della difficoltà ad ottenere i vari permessi e di pagare troppe tasse.
Formalismi e lungaggini che al contrario l’ente pubblico dovrebbe eliminare o limitare, altrimenti il rischio è quello di indurre gli albergatori a scelte dolorose ed irrevocabili di chiusura dei loro complessi. Molteplici potrebbero essere le soluzioni praticabili: ad esempio vincolare gli immobili con destinazione alberghiera nei PR, sostenere questo settore dal profilo fiscale e burocratico, facilitare la conduzione delle strutture.
A livello cantonale e anche locale occorrono nuove strategie per affrontare queste chiusure e conversioni nell’ottica di salvare e rilanciare gli alberghi di prestigio, e di conseguenza l’interesse dei turisti. Tanto vale effettuare un efficace marketing territoriale da parte dei vari enti turistici se poi questi sforzi vengono vanificati dall’esiguità dei posti letto a disposizione.
Sul tema esiste una chiara urgenza e la necessità di trovare soluzioni fattibili al più presto, altrimenti non si farà che perpetuare quell’atteggiamento tutto cantonticinese di “piangersi continuamente addosso” per le occasioni perse.
Roberto Badaracco
Capogruppo PLR in Consiglio comunale e deputato al Gran Consiglio
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Gli albergatori stanno ancora aspettando che da Berna giunga infine la riduzione dell'IVA per il settore turistico. A ben vedere l'UDC farebbe meglio ad attaccare il seggio di Schneider-Amman piuttosto che quello della EWS, la quale s'è comunque dimostrata ben più capace del suo collega liberale.
Paradiso ha trovato il modo per tenere basso il moltiplicatore? :)