Il governo libico appoggia le rivendicazioni degli abitanti di Tripoli, esaperati dalla recrudescenza delle violenze nella capitale e impone alle milizie armate un termine di due settimane per consegnare le armi e fare rientro alle proprie abitazioni.
Qualora il 20 dicembre questo non sarà accaduto, le strade della capitale verranno sbarrate e sorvegliate, per impedire il transito a veicoli e gruppi di persone non autorizzati. Lo ha indicato l’ufficio del premier Abdelrahim al-Kib, illustrando il piano elaborato dal Consiglio locale di Tripoli per disarmare la capitale e liberarla dall’inutile presenza delle milizie.
I responsabili di questo Consiglio hanno esortato le milizie che hanno in programma di recarsi a Tripoli per festeggiare la liberazione del paese di restare lontano dalla capitale.
“Siamo riconoscenti per il loro aiuto ma è tempo che i miliziani depongano le armi e collaborino alla ricostruzione della città – ha dichiarato un portavoce del governo, chiedendo ai libici di dare prova di controllo e maturità.
Ieri diversi abitanti di Tripoli avevano innalzato sbarramenti nelle strade principali per protestare contro la presenza delle milizie armate e i frequenti scontri a fuoco.
I miliziani hanno anche preso d’assedio il tribunale cittadino per esigere la liberazione di un loro compagno, implicato in uno scontro con le forze dell’ordine. Un incidente che fa temere il deterioramento della sicurezza, qualora queste brigate decidessero di dividersi in fazioni per assestare la loro presenza in tutta Tripoli.
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