E’ tempo che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite incarichi la Corte penale internazionale di un’inchiesta sui crimini contro l’umanità commessi in Siria. E’ quanto raccomanda l’organizzazione umanitaria Human rights watch.
L’ONG ha identificato 74 ufficiali responsabili degli spari sui manifestanti disarmati, dei massacri e delle torture che nel paese vanno avanti sistematicamente dallo scorso marzo.
Human rights watch ricorda che secondo le leggi internazionali gli ufficiali rispondono dei crimini commessi dai sottoposti a partire dal momento in cui ne vengono al corrente e non agiscono per fermarli.
Oggi nella città siriana di Homs almeno 200mila persone si sono riversate nelle strade per protestare contro il regime. Da marzo la richiesta dei manifestanti è sempre la stessa: il presidente Bachar al Assad deve andarsene.
Una manifestazione pacifica, nessuno è armato ma questo non ha impedito ai soldati – che assediano la città da settimane – di sparare sulla folla.
Di fronte alla gravità della situazione, la Russia, che sostiene la Siria e non ha appoggiato nessuna delle sanzioni votate dalle Nazioni Unite, sembra cambiare atteggiamento: il vice presidente siriano Farouk al Chareh è stato convocato a Mosca per un colloquio al Cremlino con il presidente Medvedev e il premier Putin.
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