L’accordo di doppia imposizione con Francia, Danimarca, Finlandia e altri stati è stato approvato dal Nazionale, dopo gli Stati, in una forma che ammette l’assistenza amministrativa da parte svizzera anche in casi in cui non vengano forniti i nomi dei presunti evasori. L’accordo con gli USA non è stato discusso.
Questo passo indebolisce ulteriormente il segreto bancario. Nella primavera 2009 il Consiglio Federale aveva deciso, cedendo a forti pressioni, di estendere l’assistenza amministrativa ai casi di semplice evasione fiscale, mentre in precedenza doveva obbligatoriamente trattarsi di frode fiscale. La misura adottata dal Consiglio Federale esigeva tuttavia che gli stati richiedenti fornissero nome e indirizzo dei titolari di conto sospettati.
All’inizio del corrente anno le pressioni sono tornate a farsi sentire, perché numerosi stati non accettavano l’interpretazione a loro avviso troppo restrittiva che la Svizzera dava dell’assistenza amministrativa. Il Consiglio Federale ha proposto allora un’ulteriore concessione: il presunto evasore potrà essere identificato in altro modo, anziché mediante nome e indirizzo.
Al Consiglio degli Stati la proposta del governo è stata accettata senza problemi. C’è stata discussione solo riguardo l’accordo con gli USA, poiché questo contiene una condizione particolare: debbono essere accolte anche richieste di gruppo fondate su „abitudini di comportamento“.
La destra ha criticato l’accordo proposto e ha cercato di opporsi alla sua ratifica. Ad esempio, l’UDC zurighese Hans Kaufmann ha deplorato che „le regole vengano cambiate ogni due mesi“ creando „un insopportabile caos“. La preoccupazione della destra per un ulteriore indebolimento del segreto bancario è risultata evidente. La sinistra per contro ha dichiarato di non voler contribuire a proteggere gli evasori e ha addirittura auspicato che l’accettabilità delle domande di gruppo (prevista per gli USA) sia estesa ad altri stati. Gli altri partiti borghesi hanno sostenuto la ratifica dell’accordo, che è stato approvato con 46 voti contrari.
(Fonte: nzz)
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Su proposta della ministra delle finanze EWSchlumpf, il Consiglio Nazionale a maggioranza (senza il voto di UDC e Lega), ha di nuovo agevolato la corsa verso lo smantellamento totale del segreto bancario, aprendo la strada alle euro-teorie-paturnie del Menga.
Il CN ha infatti aderito alla proposta governativa di permettere alle autorità fiscali di uno stato estero, di accedere ai dati riguardanti i cittadini stranieri titolari di conti in Svizzera dichiarati.
Questa ennesima calata di mutande non mancherà di far crescere in maniera esponenziale la perdita ulteriore di posti di lavoro legati alla piazza finanziaria svizzera, in particolare in Ticino, dove il settore occupa oggi 15'000 persone.
I più disgraziati sono i CLIENTI. Poveracci.
"Garantiti"... e traditi.
L'ineguagliabile e crespo mentore dei radicali Arrogante Righetti, dalle linde colonne della Pravda radicale di Via Ghiringhelli, ci regala una nuova perla di saggezza politica di cui sentivamo la mancanza.
Ha infatti il crespo, infilato una serie di ca@@ate degne della massima attenzione per quei liberali che sognano ancora un riavvicinamento fra le due anime dell'ex partitone.
Corro a leggere le incomparabili cavolate.
Il Nostro in certe cose è imbattibile.
D'altra parte... non ha nient'altro da fare!