Sia da parte italiana che da parte svizzera proseguono le indagini sull’omicidio, il 21 novembre 2010, dei coniugi Giampiero e Gabriella Ferrari, residenti a Zalende, frazione di Brusio. Malgrado non sia stato reso noto alcun nuovo sviluppo dell’inchiesta, da ambo le parti gli inquirenti proseguono gli interrogatori dei tre arrestati e cercano l’implicazione di eventuali altre persone.
In carcere in Italia sono rinchiusi il presunto killer, il moldavo Ruslan Cojocaru e uno dei due presunti mandanti, l’imprenditore valtellinese Ezio Gatti.
Il secondo presunto mandante è Sergio Paganini, autotrasportatore di Poschiavo, arrestato la settimana prima di Natale dalla polizia grigionese.
Paganini aveva lavorato con Giampiero Ferrari e pare vantasse nei suoi confronti un credito di 50mila franchi. Il che potrebbe essere stato il movente del duplice omicidio.
Il poschiavino conosceva bene Ezio Gatti e proprio dai tabulati telefonici delle carte prepagate utilizzate da Gatti, gli inquirenti sono risaliti sino a Paganini.
Questi, il giorno precedente il delitto, avrebbe consegnato a Gatti il denaro per pagare Cojocaru, un compenso per l’omicidio dei coniugi Ferrari.
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