La fine dell’esercizio 2011 è stata meno trionfante di quanto sperato, con un Pil in rialzo unicamente del 2.8%, secondo una prima stima pubblicata venerdì. L’aumento sui 12 mesi dello scorso anno è stato del 1.7%, contro il 3% del 2010. Hanno pesato soprattutto i risultati negativi dei primi sei mesi dell’anno.
Il 2.8% di crescita del Pil del quarto trimestre deve molto alle aziende che complessivamente hanno investito 56 miliardi di dollari per ricostituire gli stock, in particolare nel settore dell’automobile. Il resto dell’economia ha aggiunto alla crescita solo lo 0.85%.
A sostenere la crescita nell’ultimo trimestre ci hanno pensato le esportazioni (+4.7), le spese delle economie domestiche (+2%) e altri investimenti, in particolare nell’immobiliare residenziale.
Le vendite di beni durevoli sono aumentate del 14.8% ma i servizi hanno progredito unicamente dello 0.2%.
La crescita del Pil è stata rallentata dal calo delle spese nel settore pubblico, soprattutto nella Difesa e da un aumento delle importazion (+4.4%).
Per contro, il reddito disponibile delle economie domestiche ha mostrato un miglioramento del 1.5%.
Si tratta di una prima stima, che verrà rivista e adeguata a fine febbraio.
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Bilancio pre-elettorale costruito ad arte. Una crescita del 2,8% del PIL? Raccontatelo a mia pro zia, che forse vi crede.