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Respinta la fusione NYSE Euronext e Deutsche Börse

La creazione della più grande Borsa al mondo non si farà. Perlomeno non si farà in tempi brevi. E’ quanto comunicato oggi dalla Commissione europea, che ha deciso di bloccare la fusione tra l’operatore di Borsa transatlantico NYSE Euronext e la tedesca Deusche Börse.

La Commissione europea motiva il suo rifiuto spiegando che il piano porterebbe alla creazione di un semi-monopolio per le operazioni in Borsa, a livello internazionale, sui prodotti finanziari derivati europei.
Il Commissario UE per la concorrenza tra le imprese, Joaquin Almunia, si era espresso in questo senso nelle scorse settimane, operando su molteplici fronti per convincere la Commissione ad opporsi al progetto.

Nel febbraio 2011 NYSE Euronext e Deutsche Börse avevano negoziato un’eventuale fusione allo scopo di creare l’istituto numero uno nel settore su tutti i segmenti del mercato.
Un’alleanza che avrebbe dato forza soprattutto alla Borsa tedesca. L’Unione europea aveva preso il dossier in esame ad agosto.
A ottobre la Commissione europea a guardia della correttezza della concorrenza aveva trasmesso ai due gruppi le sue perplessità riguardo al doppio monopolio che la fusione potrebbe generare sul mercato europeo dei prodotti derivati.
La nuova istituzione finanziaria, secondo Bruxelles, controllerebbe sino al 90% del mercato dei prodotti derivati quotati in Europa. Ai due gruppi era dunque chiesto di rivedere il progetto, integrandovi importanti cessioni di attivi.
A metà novembre NYSE Euronext e Deutsche Börse avevano acconsentito di rinunciare a una parte dei loro attivi sui prodotti derivati e di aprire ai prodotti innovativi di altre società. Non era però stato sufficiente.
Per soddisfare le richieste della Commissione europea, avrebbero dovuto vendere sia la filiale dei derivati di Deutsche Börse, Eurex, sia quella di NYSE Euronext, Liffe.
Naturalmente si erano opposti e avevano accusato le autorità europee di non considerare l’aumento delle piattaforme alternative e l’esplosione dei prodotti derivati.
Avevano anche respinto il discorso del monopolio, argomentando che il 90% delle transazioni sui prodotti derivati avvengono direttamente tra venditore e acquirente, senza passare da una piattaforma di scambio.

Di fronte a questo atteggiamento, la Commissione di Bruxelles ha bocciato il progetto di fusione e ha rimandato il dossier al mittente. Oggi è giunta la comunicazione ufficiale della sua decisione.

Redazione

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