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Parchi nazionali del Locarnese e dell’Adula. Concessi i crediti

Importante passo in avanti per i parchi nazionali del Locarnese e dell’Adula. Lunedì 12 marzo il Parlamento ha infatti approvato la concessione di due crediti, 1.9 milioni per il parco del Locarnese e 830mila franchi per quello dell’Adula.

Fondi destinati alla fase di istituzione da qui al 2015, scrive oggi il quotidiano La Regione: “Fase che, per sgombrare il campo da possibili malintesi, non contempla (ancora) la realizzazione dei parchi. Prima di procedere infatti occorrerà che si esprimano in votazione popolare i comuni che ne sono direttamente coinvolti.”

L’articolo riporta l’opinione di alcuni esponenti della scena politica cantonale:
Sergio Savoia, deputato de I Verdi: “Votando sì ai crediti oggi garantiamo alla popolazione dei comuni di potersi esprimere, quando arriverà il momento, con piena cognizione di causa. È quindi il gesto più democratico che possiamo fare.”
Walter Gianora, ex presidente del PLRT: “L’attivazione di un processo di studio di questo genere porta nelle regioni periferiche, indipendentemente dall’esito positivo o negativo del processo in corso, delle ricadute positive, rafforzando la collaborazione e le iniziative regionali, nell’intento di ricercare le possibilità di sviluppo socioeconomico, culturale e ambientale.”
Claudio Franscella per il PPD ha sottolineato l’importanza del Parco nazionale come strumento per promuovere la regione come destinazione turistica.
Il deputato socialista Mario Branda ha sottolineato come sia fondamentale puntare alla rivitalizzazione delle zone periferiche.
Cleto Ferrari, della Lega dei ticinesi ha marcato la sua opposizione : “Perché non è stata fatta una valutazione su quale tipo di parco porterebbe maggiore indotto? Quelli regionali, incentrati sull’uomo, meglio si presterebbero alla realtà agricola ticinese.”
Il Consigliere di Stato Marco Borradori : “Non spetta al Cantone fare questa valutazione, bensì alle regioni, le quali hanno scelto di puntare all’istituzione di un parco nazionale che implica forse più restrizioni, ma sicuramente maggiore risonanza a livello internazionale.”

Redazione

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