Decine di migliaia di fedeli sono sfilati, domenica 18 marzo al Cairo, in Egitto, di fronte alla salma di Chenouda III, Patriarca di Alessandria e 117esimo Papa della Chiesa copto-ortodossa, morto sabato dopo 40 anni passati alla testa della più grande comunità cristiana del Medio Oriente.
L’opinione comune è che se ne sia andato uno dei più grandi uomini che l’Egitto abbia avuto. La sua scomparsa lascia la comunità copta nell’incertezza e nella paura per la crescente intolleranza religiosa a opera dei musulmani egiziani.
Il cadavere di Chenouda III, vestito con i paramenti sacri, è esposto da domenica nella cattedrale di San Marco al Cairo.
I funerali saranno celebrati martedì 20 marzo. Sono attesi i vescovi copti da ogni parte del mondo, oltre a numerosi rappresentanti religiosi e diplomatici.
Dopo la cerimonia funebre partirà la ricerca del nuovo Papa della Chiesa copta, un personaggio che dovrà essere capace di guidare e proteggere questa comunità religiosa in un paese, l’Egitto, il cui potere si divide tra islamisti e militari.
La Chiesa copta è stata fondata in Egitto nel 1. secolo, prendendo origine dalla predicazione di San Marco, il discepolo che scrisse il suo Vangelo nel I secolo e portò il cristianesimo in Egitto.
Oggi i suoi fedeli si trovano soprattutto in Egitto, in Etiopia e in Eritrea.
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