Alla trasmissione della televisione svizzero-tedesca 10 vor 10, giovedì sera il procuratore di Zurigo Andreas Brunner ha indicato che materiale utile all’inchiesta contro Christoph Blocher è stato trovato durante la perquisizione al suo domicilio.
Brunner ha smentito le voci secondo cui avrebbe avvertito in anticipo Blocher della perquisizione avvenuta martedì.
Il procuratore ha spiegato di aver convocato l’ex Consigliere federale lunedì 19 marzo per interrogarlo in relazione all’accusa di violazione del segreto bancario nella vicenda Hildebrand.
La perquisizione aveva avuto luogo il giorno dopo, al domicilio di Blocher e nei suoi uffici.
“Abbiamo chiamato il suo avvocato lunedì 19 marzo – ha detto il procuratore – Lui ci ha confermato che Blocher avrebbe cercato di far valere l’immunità parlamentare. Siccome eravamo convinti che per un caso simile l’immunità non sarebbe stata concessa, martedì abbiamo proceduto alla perquisizione, senza alcun preavviso.”
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E' stupefacente che un procuratore pubblico possa rivolgersi alla stampa in questi termini quando l'inchiesta è ancora in corso. Ma questi procuratori del Menga sanno che cosa è la presunzione di innocenza e lo stato di diritto o sono liberi di ciarlare a vanvera?
Molto strano che il Blick, noto covo di pennivendoli di sinistra e con il nemico N. 1 dichiarato nella veste del Dr. C. Blocher, OGGI tace assolutamente, invece di metterlo in prima pagina.
Strano, strano... 8-O
Di per sé la dichiarazione del procuratore non dice granché. (Ci mancherebbe che durante una perquisizione si porti via materiale non utile all'inchiesta, che so ... un quadro prezioso :)).
La dichiarazione è stata però utilizzata da molti media per lasciar intendere che si è trovata la pistola fumante. Il questo senso si intravvede quell'alleanza tra magistratura e media che ha portato in Italia i risultati che ben conosciamo.
Già, le famigerate toghe rosse, assetate di perfidia contro i nemici politici. Un classico.