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Non piacciono i cartelloni elettorali pro-frontalieri a Chiasso

Luigi Bottone, classe 1974, aderente del Popolo della Libertà, attivo in difesa dei lavoratori frontalieri e candidato al Consiglio comunale di Como, porta la sua campagna anche a Chiasso tramite l’affissione di diversi manifesti elettorali.

Una scelta che sta facendo discutere, in particolare sulla rete, si legge sull’edizione odierna del Corriere del Ticino : “Diversi utenti di Facebo­ok stanno esprimendo il proprio disdegno. Anche Roberta Pantani Tettamanti, municipale di Chiasso, si dice infastidita. Da noi contattata, precisa che “il manifesto si può leggere come una provocazione, un modo di suscitare una di­scussione sulla questione dei frontalieri”.
Un cartello è infatti stato piazzato lungo via Motta, dinanzi alla stazione, dove quotidianamente restano incolonnati molti frontalieri che rientrano dal lavoro.
“È una posizione ottimale – affer­ma Pantani Tettamanti. Seduti nel loro vei­colo in attesa di attraversare il confine, i la­voratori hanno tutto il tempo per assimila­re il messaggio «Difendiamo il ruolo dei frontalieri» del manifesto.”

Per l’affissione non è stato necessario richiedere alcun permesso dal comune di Chiasso. Le affissioni sono gestite liberamente dalla Società generale d’affissioni SA (SGA).

Redazione

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  • Abbiamo superato ogni limite. A quando un taglio netto di questa
    subdola campagna portata avanti, nel nostro Cantone, da politici
    italiani.Non è sufficiente la sola presa di posizione della signora
    Pantani- Tettamanti, ma di tutto l´esecutivo ed il legislativo
    del Comune di confine. L´Attaccabottone Luigi, pensi, a promuovere
    una campagna nella sua Città e nella sua Provincia, affinchè sia
    data la possibilità, ai suoi concittadini di poter lavorare nel
    Belpaese(sic!) Inviti Beppe Grillo che è meglio, altro che cartelloni pubblicitari in luoghi visibili e dove i frontalieri, in attesa di attraversare il confine, possono ammirare le fregnacce del Luigi
    Bottone. :lol:

  • D'altra parte, il tipo si é rivolto alla SGA, ditta svizzera.
    I manifesti possono indubbiamente infastidire, ma é una cosa lecita: commercio tra un cliente e una ditta.
    Tutto qua.

    ... speriamo almeno che l'attacchino sia ticinese o residente in Svizzera :wink:

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