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Scontro fra dialogo interreligioso e Islam politico

Da sempre cristianesimo, islamismo e ebraismo pretendono di essere l’unica religione che porta la verità. Un’affermazione che alimenta incomprensioni, intolleranza e persecuzione.

Dal portale d’informazione Atlantico.fr, alcuni passaggi dell’analisi dello scrittore francese Antoine Schwarz.

“In un momento in cui appare indispensabile, il dialogo tra le religioni sembra più che mai difficile, tanto le tensioni sono acute, in particolare nel Medio Oriente. Ogni religione ha la sua parte di responsabilità, ma indubbiamente l’ostacolo principale è l’esistenza di un Islam politico.

Di fatto l’Islam non conosce la separazione tra spirituale e temporale, tra dogma religioso e dominio civile. Da questo punto di vista è erede dell’ebraismo antecedente l’Esodo, ma non di Gesù, che per primo aveva affermato “Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio ciò che è di Dio”.

L’Islam integralista condanna la laicità. La separazione tra Dio e Stato viene considerata un’assurdità diabolica, perchè se si crede in Dio si deve riconoscere che è ovunque. Per questo l’Occidente è condannato, perchè chiude Dio nelle chiese, sopra un altare e va ad ascoltarlo solo la domenica, alla messa.
Oggi l’Islam fondamentalista introduce una volontà di espansione globale, raggiungibile anche attraverso la violenza.
Accettare la sfida del fondamentalismo islamico diventa un fattore politico maggiore. Un buon modo per affrontarlo è aiutare l’Islam a modernizzarsi, ben sapendo che l’essenziale dovrà essere fatto a livello della popolazione.
La modernizzazione dell’Islam riveste un triplice aspetto politico-religioso, esegetico e spirituale.
Innanzitutto si tratta di uscire dall’interpretazione totalitaria del Corano e affermare il principio universale di libertà, soprattutto quella religiosa.
Poi si deve procedere a un esame critico del Corano, distinguere le prescrizioni che rilevano circostanze particolari al momento della sua redazione (ad esempio proclami di guerra, tipici del periodo di Medina, o precetti più universali, tipici del periodo della Mecca).
Infine, il mondo musulmano, gli ebrei e i cristiani devono prendere coscienza dei valori interiori delle rispettive fedi, andare alla loro essenza.

Per poter avere successo, questo movimento di riforme implica la nascita di condizioni politiche minime che favoriscano una certa laicità, come i segnali di speranza portati dalla primavera araba dello scorso anno.”

Redazione

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