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Dopo il terremoto. L’Emilia : anno zero

La regione, polmone economico della penisola, deve fronteggiare la sfida della ricostruzione. Qui di seguito un’analisi del quotidiano francese Le Nouvel Observateur.

“Nessuno sa se l’aumento di 2.5 centesimi del prezzo del litro di benzina, la soppressione dell’imposta sulla prima casa per gli abitanti delle zone sinistrate o l’aiuto europeo a favore dell’Emilia Romagna riusciranno a far riemergere questa importante regione dell’Italia, che da sola produce l’1% del Pil nazionale.
Tutti però possono affermare che i terremoti che durano da dieci giorni segnano la fine di un modello di vita che era invidiato e preso a esempio a livello internazionale.
Qui era stato trovato un equilibrio notevole fra sviluppo industriale, artigianato e produzione agricola, fra ricchezza e esperienza, lavoro e qualità di vita.
La bellezza delle cittadine e l’assenza di xenofobia nei confronti degli extra comunitari aggiungevano un tocco alla gioia di vivere, una coabitazione felice sin dai tempi di Giovanni Guareschi, Don Camillo e Peppone.
Questo modello di vita è stato travolto dalle scosse sismiche che si susseguono da giorni. Le enormi forme di parmigiano che rotolano nella polvere, che non sono più allineate sugli scaffali secondo la data di fabbricazione nelle aziende della campagna padana, hanno un qualcosa di simbolico, di funebre e di desolante, qualcosa che segna la fine di un’epoca.

In Emilia non ha sofferto solo il modello economico. Se si pensa che attorno a Modena e Ferrara, ad esempio, si contano non meno di 100’000 aziende in piena attività, che danno lavoro a oltre 330’000 persone (una ogni dieci abitanti, una densità quasi unica in Europa), se si pensa che da questa regione si esportano ogni anno oltre 13 miliardi di euro di prodotti di qualità, ecco che oggi ci si chiede se una popolazione tanto portata per il lavoro, l’innovazione e la vita civica avrà il coraggio di ricominciare da zero.
Perché si dovrà ricominciare da zero in un paese in piena crisi economica e finanziaria, che nella migliore delle ipotesi potrà affermare solo la sua solidarietà. E’ una grande sfida.”

Redazione

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