L’esponente politica birmana, premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi ha dovuto interrompere giovedì sera una conferenza stama a Berna e rinunciare al ricevimento ufficiale. Nel pomeriggio aveva tenuto un discorso alla sede delle Nazioni Unite di Ginevra e in seguito, a Berna, aveva incontrato il Consigliere federale Didier Burkhalter.
Burkhalter ha confermato che il prossimo novembre la Svizzera aprirà un’ambasciata in Birmania. Sino ad oggi gli interessi svizzeri in quel paese erano rappresentati dall’ambasciata elvetica a Bangkok.
“Non ci limiteremo ad osservare il processo democratico in corso in Birmania – ha detto Burkhalter – Vogliamo anche essere parte attiva.”
Poi ha aggiunto che se sarà percepito un deterioramento del clima politico, Bern apotrà nuovamente imporre sanzioni.
Nell’ambito delle misure legate allo sviluppo, per le quali la Svizzera si è impegnata con 25 milioni di franchi su quattro anni, Burkhalter ha citato la costruzione di scuole e nel settore medico misure per contrastare la malaria.
Aung San Suu Kyi ha detto che la sospensione delle sanzioni contro la Birmania è un’occasione senza precedenti per lo sviluppo economico del paese.
Nel suo discorso alla sede delle Nazioni Unite ha lanciato un appello a governi esteri, imprese, lavoratori, investitori affinchè uniscano i loro sforzi a quelli della Birmania per aiutare a creare una società proiettata verso il futuro.
Nel suo discorso ha insistito su una serie di riforme necessarie per instaurare il diritto statutario e rinforzare le istituzioni democratiche.
Ha menzionato soprattutto il diritto della proprietà, delle infrastrutture, un migliore sistema scolastico, un apparato statale competente e onesto e lo sviluppo della rete di telecomunicazioni.
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