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Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Turchia. La strana coalizione che vuole la pelle di Bachar al Assad

In Siria la situazione è sempre più caotica e il presidente Bachar al Assad si trova isolato di fronte a una crescente opposizione composta da diversi paesi.
I media occidentali riportano l’immagine di un popolo che lotta disarmato contro le forze di un regime corrotto e feroce. Questo popolo siriano che beneficia del sostegno, teorico e sinora totalmente inutile, di Stati Uniti, Europa, Turchia, Arabia Saudita e Qatar
.

I due principali nemici di Bachar al Assad chi sono? Due monarchie del Golfo, ricchissime e adepte di un Islam conservatore.
Vi è l’Arabia Saudita, che ha un buon motivo per odiare il regime siriano, ossia l’odio ancestrale tra sciiti e sunniti, di cui l’Arabia Saudita è lo stendardo.
La Siria fa parte dell’Arco sciita, che va dall’Iran al Hezbollah libanese, passando appunto dalla Siria. Spezzare questo arco significherebbe indebolire gli sciiti in maniera considerevole.
Non va poi dimenticato che la Siria è l’ultimo paese laico della regione e questo infastidisce il re saudita Abdallah non poco. Sconfiggere al Assad significherebbe ripristinare l’Islam radicale in tutta la regione.

Poi c’è il Qatar. Che sul piano religioso ha sempre voluto rivaleggiare con l’Arabia Saudita. E’ il motivo per cui ha sostenuto le rivolte della primavera araba, pretesto dei Fratelli musulmani per conquistare il potere nei rispettivi paesi.
Il Qatar ha armato i libici, aiutato i tunisini, recuperato Hamas e adesso i suoi protetti hanno vinto le presidenziali in Egitto. Se in Siria vincessero i Fratelli musulmani e al Assad cadesse, il Qatar si rinforzerebbe politicamente.

La posizione degli Stati Uniti è diversa. Ufficialmente Barack Obama chiama alla caduta di Bachar al Assad, essendo questi un potente alleato dell’Iran. Però gli americani sono divisi tra il desiderio di indebolire l’Iran e il timore di scontrarsi con Israele, che con il regime siriano ha buoni rapporti.

Per quanto riguarda la Turchia, negli ultimi tempi si è agitata piuttoso ma in realtà mantiene una certa prudenza. Non ha mai avuto problemi con la Siria e soprattutto ci sono i curdi, i quali sono in ottimi rapporti con al Assad, pronto a tutto per aiutare il PKK turco. Dunque il governo di Ankara minaccia ma rimane prudente e si limita ad agire a parole.

Tra i nemici di al Assad vi sono anche gli europei, che hanno il ruolo degli “utili idioti”. In Siria l’Europa non ha interessi, eccezion fatta per la protezione della minoranza cristiana.
Inoltre è assai ridicolo vedere il francese Laurent Fabius scaldarsi per difendere la rivolta siriana. Forse ignora che l’alleato principale dell’esercito ribelle siriano è il gruppo islamista al Qaeda.
Il regime di al Assad è feroce, anti democratico, ma ci si deve chiedere se i Fratelli musulmani sarebbero meglio.
La Siria non è nemica dell’Occidente, mentre il fondamentalismo islamico lo è. La sua interpetazione della religione mette a rischio l’intero mondo arabo e con esso il mondo occidentale.”

(Fonte: Atlantico.fr)

Redazione

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  • Arabia Saudita e Qatar, le perle di tolleranza, moderazione e dialogo religioso che vogliono esportare la loro visione di democrazia?

    Pieta.

  • Tribune de Genève del 10 luglio.
    La chronique de Claude Monnier: "Croire au Père Noël en plein été...

    ... Toutes les puissances de la terre rêvent de pacifier la Syrie, mais en vain...
    ... même les gouvernants les plus brillants ne parviennent plus à maîtriser les forces énormes, incompréhensibles, qui vont décider à leur place du devenir essentiel de leurs pays...

    ... Même schéma pour les nations qui essayent de régler la situation syrienne. Que leurs intentions soient bonnes ou pas, ces nations s'avèrent totalement dépassés par l'énormité des forces (politiques et financières déchaînées par la crise, imprévisibles) de désordre en présence...

    Sagge parole da meditare... non siamo angeli, solo umani!

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