Diversi rappresentanti di governo in Europa e negli Stati Uniti hanno protestato venerdì contro la condanna ai lavori forzati delle tre ragazze russe della band musicale punk Pussy Riot. Ma perseguitando il co-fondatore di Wikileaks Julian Assange, questi personaggi non sono meno colpevoli del governo di Mosca.
E’ l’opinione del quotidiano bulgaro Sega, che propone uno scambio di prigionieri come ai tempi della Guerra fredda : “Se le nostre società democratiche apprezzano Pussy Riot e odiano Julian Assange, si dovrebbe proporre a Mosca uno scambio equo: le loro Pussy contro il nostro Assange.
Allora si vedrebbe chi rispetta meglio i suoi principi, se l’Europa si rivela una buona platea per Pussy Riot e se Mosca apprezza che Assange passi al setaccio i suoi archivi diplomatici.
… Dobbiamo trovare il luogo adatto a questo scambio di prigionieri, come una volta poteva essere il ponte Glienicke a Postdam.
Ma oggi questo luogo non esiste più. Il mondo non è più diviso tra il bene e il male. Tuggi giurano in nome degli stessi valori democratici, fino a che questi valgono per gli altri e non per sè stessi.”
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